Una volta terminata la festività, i teatri venivano abbattuti. d.C. e le basi marmoree di sei colonne. A differenza di quanto avveniva nell’antica Grecia, infatti, lo spettatore romano una volta preso posto in platea non aveva idea di cosa stesse per vedere in scena. INDAGINI ARCHEOLOGICHE E RESTAURIDurante tutto il Medioevo, e sino al XVIII sec., si perse ogni memoria della funzione originaria dell'edificio ed i suoi resti non furono riconosciuti come tali che molto tardi.Le prime indagini sul monumento furono condotte da Carlo Promis, nominato Ispettore dei Monumenti d’Antichità dei Regi Stati nel 1837. Ciononostante due documenti, scritti tra il 1119 e il 1130, ricordano che in quegli anni sulle gradinate della cavea si sedevano i cittadini milanesi prendere decisioni importanti per la comunità. Infatti, solo nel 55 a.C., in epoca tardo repubblicana, verrà eretto il primo edificio teatrale in pietra, per volere del console Pompeo. Il Teatro Romano durante l’età repubblicana. Durante queste festività, tuttavia, erano offerti ai cittadini anche altri tipi di spettacolo e divertimenti, come corse di cavalli, danza sulla fune, scontri di pugilato, scontri tra gladiatori. La religione romana era una religione politeista, vien da sè che certamente non mancavano le occasioni ufficiali per organizzare i Ludi! All rights reserved. Un esempio, è l’attore comico Roscio, che frequentava le famiglie romane più ricche ed era grande amico di Cicerone. Approfondimenti. Ne consegue che, con molta probabilità, anche le giornate dedicate alle messinscene erano pochi. la durata dei Ludi è variata con il passare del tempo, in concomitanza con l’arricchirsi della società romana. Per prenotazioni chiamare dal lunedì al venerdì (orario d’ufficio) o mandare una mail. Infine, come accade oggi, il  pubblico dell’antica Roma era eterogeneo, composto sia da uomini che da donne e bambini. Sempre grazie ai testi teatrali a noi giunti, abbiamo qualche notizia in merito ai veri protagonisti della messinscena. Nella pianificazione urbanistica di Augusta Prætoria (fondata nel 25 a.C.), gli edifici per pubblici spettacoli, il Teatro e l’Anfiteatro, erano collocati nell’angolo nord-orientale. Data la poca disciplina del pubblico, nei teatri romani si sentì ben presto l’esigenza della figura di un banditore, il Præco. Italiano - Approfondimenti — Storia e caratteristiche del teatro, la tragedia nella Grecia antica e i generi teatrali moderni. Sulle fondamenta si procedette alla costruzione dei muri, disponendo corsi di ciottoli intervallati da uno o due filari di mattoni. Come già detto, la rigida moralità romana non vedeva assolutamente di buon occhio il teatro, considerato fonte di ozio per gli onesti cittadini. Proprio in virtù di questo, almeno inizialmente non era previsto alcun posto a sedere in platea. L’impresario quindi comprava, a proprie spese, il testo teatrale dal commediografo (generalmente uno squattrinato). Nei Ludi infatti non era prevista la presentazione di un programma ufficiale della manifestazione. Mosaico raffigurante le maschere della Tragedia e della Commedia. Continuiamo il nostro viaggio nel tempo, lasciandoci alle spalle gli spettatori greci delle Dionisie per andare a conoscere più da vicino gli spettatori dell’Antica Roma. I Ludi, in definitiva, erano un’attività intorno alla quale giravano molti soldi. Per questo motivo era assolutamente vietata la costruzione di edifici teatrali permanenti. Questa persona richiamava al silenzio gli spettatori affinché potesse iniziare lo spettacolo. In passato si è creduto, forse sbagliando, che nell’antica Grecia gli attori fossero degli schiavi e che, quindi, facessero parte della classe sociale più bassa della società romana. Tweet. Alla luce di queste notizie, probabilmente possiamo essere un po’ più clementi con gli spettatori di allora. Si tratta, in questo caso, di quanto resta delle fondazioni dell’edificio scenico: una grossa platea in conglomerato di ciottoli e malta, conservata per una ventina di metri. mercoledì, 27 Mag 2020. news; mercato . L'uso della maschera teatrale era stato ripreso naturalmente dal teatro greco: essa era di legno o spesso per lo più di tela. Questi, involontariamente, ci danno molteplici indizi per capire come era formato il pubblico romano e come era strutturato l’edificio teatrale in cui avvenivano le messinscene. I Ludi Scænici. Dietro al palco (pulpitum) si innalzava una parete (frons scaenae) con colonne in marmo bianco e forse statue. E spesso gli stessi commediografi o drammaturghi erano interpreti a loro volta, come dimostrano i casi di Livio Andronico e Plauto. Nel 2007 è stato inaugurato all’interno di Palazzo Turati il Museo Sensibile del Teatro Romano di Milano, che permette di effettuare un viaggio a ritroso nel tempo anche con il coinvolgimento sensoriale. Gli attori portavano delle maschere terrificanti o ilari che potevano essere o scure o bianche. E infine i Ludi Funebri, organizzati in onore della morte di un nobile romano importante. Prendevano il nome di Ludi Scænici ed erano dedicati ad una particolare divinità. L’impresario era il solo e unico possessore della commedia e poteva decidere di lasciarla in eredità al successivo impresario della sua compagnia, o addirittura venderla a sua volta ad un altro impresario. L’ingresso gratuito procurava un rovescio della medaglia. © Milano Archeologia 2020. Ma il drammaturgo o commediografo era comunque ai margini di questo grande giro di affari e di denaro. (Immagine di copertina: Attori  romani prima di entrare in scena, da Pompei, Di Marie-Lan Nguyen (2011), Pubblico dominio, Collegamento). Le gradinate riservate agli spettatori (cavea) poggiavano su muri radiali collegati da volte ed erano divise in due settori da un corridoio semianulare. Andremo insieme alla riscoperta del teatro durante il Medioevo! Stando alle testimonianze dell’epoca, non esisteva un preciso calendario dei vari eventi organizzati all’interno dei Ludi. Gli spettatori romani non erano particolarmente disciplinati, proprio perché nessuno aveva pagato il biglietto. D’altronde, non abbiamo che pochi frammenti dei testi teatrali successivi, fatta eccezione di alcune opere teatrali di Seneca. Caratteristica che ha portato spesso ai litigi e alle risse di cui si è fatto cenno più su. L’esistenza di questi assi viari permetteva un rapido accesso agli spettacoli teatrali per chi abitava sia nel territorio sia all’interno delle mura. I Ludi erano organizzati e pagati dallo Stato e dai magistrati o, in alternativa, da privati cittadini molto ricchi per questioni di prestigio personale. Pratica che portava spesso gli spettatori a litigare tra loro, anche ferocemente, in mezzo a urla, schiamazzi e risate. Ad ogni modo, posisamo dedurre che l’autore vendesse, senza riserve, il proprio testo teatrale all’impresario, il quale poteva mettere in scena il testo, cambiarlo e  modificarlo a suo piacimento. Tuttavia gli storici, grazie al loro lavoro certosino di ricerca di testimonianze, ci danno oggi un quadro un po’ più dettagliato di quella che probabilmente era l’organizzazione dello spettacolo. mercato; notizie; calendario aste; link; top price; top auctions; fiere La costruzione del Teatro non fu contemporanea della fondazione della città, ma piuttosto collocabile in una fase posteriore di qualche decennio, in quanto nell’area sono venuti alla luce i resti di edifici preesistenti. Si tratta di un edificio tipico della cultura greca introdotto piuttosto tardi nella Roma repubblicana. Questi autori hanno scritto le loro commedie durante il terzo e il secondo secolo avanti Cristo. Questo però non significa che la condizione dell’attore medio (tragico o comico) fosse elevata. Venivano costruiti probabilmente nei pressi del tempio del dio a cui i ludi erano dedicati. Questo significa che, anche attraverso i Ludi facevano politica ed erano alla ricerca del consenso da parte dei propri elettori. Ai tempi di Plauto e di Terenzio quindi, la fastosità  e la durata dei Ludi ea decisamente ridotta rispetto ai Ludi maestosi che avvenivano in età imperiale. In inverno, infatti, erano davvero sporadiche le occasioni in cui gli histriones si esibivano come pubblici intrattenitori. Chi si esibiva sul palco erano gli attori e un flautista. Solo a partire dalla seconda metà del II secolo a.C., stando a quanto ci viene detto da Tito Livio, nei teatri romani si prevedeva un numero esiguo di posti a sedere. Le fondazioni poggiano direttamente su un piano di preparazione costituito da due filari di grossi ciottoli posti a secco. E chi prendeva in appalto la messa in scena era chiamato Conductores. Richiamo che, spesso, rimaneva inascoltato a giudicare dai tantissimi prologhi latini, in cui si fa cenno della presenza di molti spettatori rumorosi e chiacchieroni. Con questa nuova rubrica, guardiamo infatti al teatro e la sua storia dal punto di vista insolito dello spettatore. Al centro di tale giro di soldi c’era infatti l’impresario, nonché capo degli attori. La parete Est del portico orientale era decorata da una pittura parietale policroma, ora asportata per sottrarla all'azione degli agenti atmosferici. Posizionato nel settore occidentale della città, esso si trovava vicino alle mura e alla porta Vercellina, attraverso la quale passava la strada per Novara e Vercelli; a poca distanza era anche il decumano massimo (oggi corrispondente alle vie Santa Maria alla Porta e Santa Maria Fulcorina) che sfociava nella piazza del foro. Inoltre, in teatro, come oggi, era assolutamente vietato mangiare e bere durante la rappresentazione. Anche se, sicuramente, vivevano una esistenza nettamente migliore rispetto a quella che toccava in sorte agli schiavi veri. I primi erano chiamati Histrones o Cantori, mentre il falutista era detto Tibicen. In una situazione particolarmente caotica come questa, la presenza di un prologo accattivante, che riesca a richiamare l’attenzione del pubblico si poteva rivelare fondamentale per la buona riuscita dello spettacolo. Nel 1864 alcuni saggi di scavo portarono alla luce una serie di muri, mentre negli anni '20 del Novecento si diede una prima sistemazione al monumento, demolendo le casupole che lo circondavano. In merito all’organizzazione degli spettacoli ci sono giunte poche notizie. Tuttavia è altrettanto vero che dovevano far capo al padrone della Grex di appartenenza, il quale con ogni probabilità si preoccupava del loro sostentamento durante il periodo invernale, quando le occasioni di andare in scena si riducevano drasticamente. Con lo scorrere dei secoli, è cambiato tantissimo il suo modo di approcciarsi al teatro, così come il suo comportamento durante le messinscene. La voglia di divertirsi era palpabile, accresciuta probabilmente anche dal fatto che lo si faceva a spese del magistrato di turno. Se ti interessa approfondire la conoscenza dei testi del Teatro Antico, tra cui quello Greco, ti consigliamo la prima uscita della Raccolta “Dieci Monologhi”, creata da Teatro per Tutti. Abbiamo concluso anche questa seconda tappa del nostro viaggio indietro nel tempo. Quintus Mettius Mensor, figlio di Publius, e Mettia Certa, i genitori alla loro figlia,e Publius Mettius Viator, figlio di Quintus, alla sorella impareggiabile. E dai prologhi di Terenzio, veniamo a sapere che gli spettatori potevano perdere interesse per la messinscena, distratti magari da una gara di cavalli che avveniva nel circo poco lontano. Di sconosciuto, Pubblico dominio, Collegamento. Nella pianificazione urbanistica di Augusta Prætoria (fondata nel 25 a.C.), gli edifici per pubblici spettacoli, il Teatro e l’Anfiteatro, erano collocati nell’angolo nord-orientale. Gli attori nel teatro romano. Innanzitutto, dal prologo della commedia Asinara, sappiamo che la compagnia teatrale era chiamata Grex (Gregge) e ciò ci lascia supporre che il numero degli attori delle messinscene latine sia stato superiore a tre (come avveniva nell’antica Grecia, in cui tre attori si distribuivano le varie parti). Nella speranza che questo articolo ti sia piaciuto, ti aspetto per il terzo appuntamento. Ma come detto, non altrettanto fortunati. Era quindi fondamentale catturare l’attenzione degli spettatori, nella speranza che rimanessero ad assistere allo spettacolo fino alla fine. Per quanto riguarda la condizione del resto dei membri della Grex, si hanno poche certezze. A conferma di questo, ci sono giunte testimonianze della presenza di attori davvero famosi e importanti. Per poter un minimo controllare questa situazione caotica, nacque la figura del Dissignatores, una sorta di antenato delle attuali “maschere”, il quale invitava e accompagnava gli spettatori a prendere posto in platea. Anche in questo caso, quindi, il nostro viaggio indietro nel tempo si basa su congetture e ipotesi che gli storici hanno potuto dedurre da ciò che viene scritto negli stessi testi teatrali. Per questo motivo, sia Plauto che Terenzio nei loro prologhi cercavano di assicurare gli spettatori che la loro commedia sarebbe stata divertente o interessante. I Ludi Romani dedicati al dio Giove, i Ludi Florales dedicati alla dea Flora, i Ludi Plebei dedicati anch’essi a Giove, i Ludi Apollinares dedicati al dio Apollo e i Ludi Megalensia dedicati a Magna Mater. I diversi spettacoli potevano avvenire in contemporanea, entrando in concorrenza tra loro. Inoltre, non possiamo prendere troppo in considerazione i resti archeologici degli antichi teatri romani, poiché risalgono all’epoca imperiale della storia di Roma, un periodo successivo a quello di Plauto e Terenzio. Come testimoniano ancora una volta i prologhi delle commedie, soprattutto ad inizio spettacolo una gran folla vociante e allegra si riversava in teatro. Per non perderti i prossimi, puoi seguirci su: Designed by Elegant Themes | Powered by WordPress, Coronavirus: il Teatro italiano si ingegna, Se non diversamente indicato, tutti i contenuti del sito, Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale. Il Teatro era completato da corpi porticati che si addossavano al muro perimetrale sui lati corti, e che oltre a fungere da raccordo tra l'interno e l'esterno dell'edificio, avevano anche la funzione di occultare la parte di corpo scenico che sporgeva dai limiti della cavea. Innanzitutto è bene ricordare che gli spettacoli erano organizzati dai magistrati. Accanto perciò ai Ludi Scaenici ufficiali venivano organizzati dei ludi speciali. L’ingresso a teatro era gratuito, poiché il biglietto era offerto interamente dagli organizzatori. Le strutture conservate in questi locali corrispondono alle fondazioni di un settore dei posti a sedere assegnati agli spettatori, che un corridoio percorribile, praecinctio, divideva in summa cavea, le gradinate più alte, e in ima cavea, le gradinate più basse. Gli storici fanno soprattutto riferimento a Terenzio e al suo impresario di fiducia, Ambivio Turpione. È quindi questo periodo che prendiamo in considerazione. Scarica la brochure realizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e guarda il video sul teatro romano, disponibili sul sito della Camera di Commercio Metropolitana di … La maschera scura identificava il sesso maschile, la bianca il sesso femminile. L’accesso è in via San Vittore al teatro 14. Per consentire al terreno di reggere il gran peso di questa struttura, fu realizzata una poderosa piattaforma secondo una tecnica ben nota ai Romani e ricordata dallo scrittore Vitruvio nel trattato De Architectura. Il suo contemporaneo, l’attore tragico Esopo, ha lasciato invece in eredità un’enorme fortuna grazie proprio alla sua professione. I biglietti gratuiti presupponevano la mancanza di una precedente assegnazione dei posti in platea, quindi vigeva la regola del “chi prima arriva, prima alloggia”. In questo articolo faremo la conoscenza del tipico spettatore dell’antica Roma e, chissà, forse capiremo qualcosa di più su noi stessi, spettatori italiani del teatro del ventunesimo secolo! Il commediografo, una volta venduto il proprio prodotto teatrale, non aveva più alcun potere su di esso. Come per l’antica Grecia, queste festività venivano organizzate all’aperto e di giorno, perciò durante il periodo primaverile ed estivo. Dopo aver scavato profonde fosse, le cui pareti furono foderate con tavole di legno e fissate all’interno della trincea da assi o travetti verticali, furono infissi nel terreno pali di quercia ad una distanza di circa 0,30 metri uno dall’altro. L’impresario, una volta aquistato il testo teatrale, cercava di rfiarsi della spesa appena effettuata coi soldi che il magistrato gli avrebbe pagato in un secondo momento per l’allestimento della messinscena. Si tratta di testi che, data la loro struttura, non sono stati scritti per la scena ma per essere letti di fronte ad un auditorio di poche persone. L’impresario, oltre ad essere a capo della compagnia, non di rado era anche lui stesso un attore che recitava nelle messinscene da lui organizzate. Infine, le testimonianze pittoriche circa le messinscene sono solo parzialmente affidabili, poiché non essendo delle fotografie non sono certamente in grado di riprodurre in maniera fedele la realtà teatrale di allora. La monumentale parete traforata da arcate e da finestre è quanto si conserva della facciata dell‘edificio, che si innalza per 22 metri. Ma secondo la testimonianza di Tito Livio, che è vissuto tra il I secolo a.C e il I secolo d.C. in tempi antichi essere attore non era qualcosa da disprezzare, come invece accadeva certamente durante l’età imperiale, in cui gli histriones erano tutti schiavi o liberti. Nella zona Sud-Ovest si trovano i resti di abitazioni del II o del III sec. La loro indisciplina può, infatti, essere in parte giustificata dalla mancanza di comfort. È il caso, ad esempio, di Ambivio Turpione che era un uomo di qualche importanza. Non si sa con esattezza quale fosse il tipo di contratto tra l’ìimpresario e il commediografo. Spesso infatti erano disposti ad integrare con denaro proprio la concessione statale (lucar) messa a disposizione per i Ludi. Per la società romana, ogni occasione era buona per divertirsi! A giudicare da quanto riportato nella commedia “Amphitruo” si ricorreva addirittura alla presenza dei Conquistores per mantenere ordine e disciplina in platea, quando la situazione diveniva insostenibile. Si può dedurre che, nell’antica Roma la professione d’attore non era una barriera per l’avanzamento sociale. Come per l’antica Grecia, queste festività erano associate con la religione di Stato, perciò assumevano sempre una forte aria di ufficialità. Sopra questa palificata fu versato un conglomerato di ciottoli e malta. Nell’area archeologica è possibile ammirare anche elementi architettonici pertinenti alla pregiata decorazione in marmo bianco del frontescena e all’articolazione della porticus post scaenam, il grande cortile con colonnato ionico che si apriva alle spalle del palcoscenico. Suddivisa in due volumi, uno dedicato ai migliori Monologhi Maschili del Teatro Antico e l’altro ai migliori Monologhi Femminili del Teatro Antico, contiene tante informazioni sul teatro, sugli autori, sulle opere più belle e stralci dei monologhi più belli e interessanti tratti da queste opere. Non era raro, insomma, che i giovani cittadini romani, persone libere, intraprendessero la professione d’attore. La scoperta del teatro avvenne tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, durante la costruzione delle sedi storiche della Camera di Commercio (Palazzo Turati) e della Borsa di Milano (Palazzo Mezzanotte). Nel piano interrato dell’edificio, ora occupato dalla. Nell’antica Roma le rappresentazioni teatrali avvenivano solitamente all’interno di festività che coinvolgevano tutti i cittadini. Come capita oggi, per la realizzazione di uno spettacolo si ricorreva alle maestranze di diverse figure professionali. Come già accennato poco più su, gli spettatori del teatro nell’antica Roma non pagavano nessun biglietto. Approfondimenti: Teatro Romano Il Teatro fu ricavato sulle pendici del colle di San Pietro, avendo di fronte la città romana, al di là del fiume. Epoca in cui, peraltro, erano diffusi solamente pantomima e mimo, una tipologia di spettacolo dal vivo ben diversa. La rigida moralità romana, infatti, giudicava il teatro una forma di intrattenimento che portava il cittadino ad oziare. Teatro; Approfondimenti; Approfondimenti. Lo spettacolo teatrale era infatti offerto dai magistrati che organizzavano i Ludi. Drammaturgo e attori perciò collaboravano strettamente, perché consapevoli che il pubblico romano poteva facilmente essere distratto dalla presenza di altri spettacoli. L’area archeologica di Palazzo Turati è visitabile solo su prenotazione. Posti praticamente in asse, essi occupavano tre isolati attigui alla cinta muraria. Allo stesso modo, probabilmente, anche i commediografi erano persone libere o liberte (ex schiavi). Torna a . Ti sia lieve la terra», La facciata dopo le demolizioni delle costruzioni addossate (anni ’30 del secolo scorso), Frammento di testa in bronzo dorato dal Teatro romano di Aosta, conservato al Museo Archeologico Regionale - MAR. Come al solito, a causa della scarsità dei documenti a nostra disposizione, non possiamo avere certezze ma solamente supposizioni. Il monumento, del diametro di circa 95 metri, era dotato di un fronte curvilineo scandito da oltre trenta arcate sviluppate su due ordini. Il teatro continuò ad ospitare spettacoli fino alla fine del IV secolo d.C. Dal secolo successivo il teatro perse progressivamente questa funzione e iniziò il suo lento declino con lo spoglio di alcune sue parti. Come per l’antica Grecia, queste festività erano associate con la religione di Stato, perciò assumevano sempre una forte aria di ufficialità. Il fatto stesso che gli attori fossero organizzati in troupe sottoposte al comando di un padrone, il Dominus, ci lascia supporre che la loro fosse una condizione praticamente servile. Posti praticamente in asse, essi occupavano tre isolati attigui alla cinta muraria.Del Teatro romano di Aosta spicca la maestosa facciata meridionale costituita da una serie di arcate e da tre ordini sovrapposti di aperture di diversa ampiezza, scandite nella loro rigorosa geometria da una serie di poderosi contrafforti che si ripetono anche all’interno del muro, rastremandosi leggermente verso l’alto.L’apparato murario è caratterizzato dall’utilizzo di grandi blocchi parallelepipedi di puddinga (conglomerato di origine fluviale, largamente impiegato nell’architettura pubblica aostana), rifiniti a bugnato rustico molto sporgente, e da blocchi di calcare travertinoso. Scarica la brochure realizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e guarda il video sul teatro romano, disponibili sul sito della Camera di Commercio Metropolitana di Milano-Monza-Brianza-Lodi. Teatro Cos'è il teatro: il teatro antico e i generi moderni. teatroromano@mi.camcom.it (da gennaio 2018: teatroromano@milomb.camcom.it), http://www.milomb.camcom.it/teatro-romano. Nell’antica Roma le rappresentazioni teatrali avvenivano solitamente all’interno di festività che coinvolgevano tutti i cittadini. Questi ultimi, infatti, sono tutt’oggi la nostra più preziosa fonte di documentazione. Nella sede storica del Palazzo della Borsa (Palazzo Mezzanotte)  sono conservati, coperti da un sistema removibile di vetrate, altre parti del monumento. Esso raggiungeva un’altezza complessiva di circa una ventina di metri, svettando così sopra la cinta muraria, e poteva ospitare fino ad ottomila persone. Delle nove campate originarie restano ancora intatte, da destra verso sinistra, la seconda, la terza, la quarta e la quinta, mentre sono in posto anche i fornici di base della prima e della sesta; delle altre rimangono solamente le basi.I lati orientale e occidentale dell’edificio prevedevano ciascuno quattro campate: del primo sono ancora visibili tre fornici, mentre di quello a ponente rimane in piedi solamente la seconda arcata. Contratti pubblici, Programmazione e Osservatorio, Portale imprese industriali, artigiane e società cooperative, Sport - Provvidenze per attività sportive, Agevolazioni Trasporti studenti universitari, Comitato Regionale Relazioni Sindacali (CRRS), Servizio prenotazione navette per aeroporti, Tessera Sanitaria - Carta nazionale dei servizi, Elenco operatori economici e esiti procedure, L'area del Teatro romano ripresa dall'alto, Veduta da est dell'area del Teatro romano, Veduta all'interno dell’area del Teatro romano, Resti di affreschi che decoravano il portico est, La facciata del Teatro romano prima delle demolizioni delle case addossate (primi anni del Novecento), Frammento di stele funeraria rinvenuta nel 1928 nell’area del Teatro Romano: «Agli Dei Mani di Mettia Vera.
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