Il tema del san Gerolamo era uno dei più frequenti della pittura controriformistica, probabilmente perché il santo tradusse la Bibbia dall'ebraico al latino, più precisamente l'Antico testamento dall'ebraico e i Vangeli dal greco, rendendosi autore della diffusione del Verbo divino. Facendo, anzi, appello ad un'operetta comica chiamata "Testamento di Grugno Corocotta Porcello", Gerolamo usa un ampio lessico dispregiativo contro Rufino, denigrandolo nella sua cerchia di amici intimi. Lo sfondo mostra alberi sinistri scuri e scossi dal vento, con un cielo rossastro e cupo. Morì nel 420, proprio nell'anno in cui il celibato, dopo essere stato lungamente disatteso, venne imposto al clero da una legge dell'imperatore Onorio. Quando i mercanti tornarono, si recarono al convento a chiedere a San Girolamo il perdono e la restituzione delle loro mercanzie, cosa che San Girolamo fece, raccomandando loro di non rubare più le proprietà altrui[12]. il Chronicon è, invece, una traduzione-rielaborazione latina del Chronicon di Eusebio di Cesarea, composto nel IV secolo e perduto nella sua originale versione greca. Continuazione delle Cronache di Eusebio di Cesarea. Per la traduzione in lingua italiana di questa sezione, cfr Gerolamo, Reconnaître les saints et les personnages de la Bible, Ordo seu regula vivendi Deo ad Eustochium, Opera Omnia dal Migne Patrologia Latina con indici analitici, Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Oratorio di San Girolamo e San Francesco Poverino, Oratorio della Confraternita di S. Girolamo e S. Francesco Poverino - Firenze, De Virginitate Beatae Mariae. La Altercatio Luciferiani et Orthodoxi, composta nel 378 circa, rappresenta un dialogo tra Lucifero da Cagliari, un antiariano, e un ortodosso anonimo. Altri due San Girolamo del Correggio, in meditazione non sul teschio ma sul crocifisso, sono indicati rispettivamente da Ridolfi nella collezione di Nicholas Regnier a Venezia e nell'inventario della raccolta Muselli di Verona entro il 1662. Notevolissimo, tra le opere polemiche, è il trattato Adversus Jovinianum, scritto nel 393 in due libri, in cui l'autore esalta la verginità e l'ascetismo, spesso derivando le sue argomentazioni da autori classici come Teofrasto, Seneca, Porfirio. Secondo Hubertus R. Drobner nella primavera del 386 vennero fondati ben tre monasteri femminili. Il rigore morale di Girolamo, però, che era decisamente favorevole all'introduzione del celibato ecclesiastico e all'eradicazione del fenomeno delle cosiddette agapete, non era ben visto da buona parte del clero, fortemente schierato su posizioni giovinianiste. A Firenze è presente un'iconografia di San Girolamo penitente in piedi, in logora veste bianca, che si batte il petto con un sasso. In esso sono presentate le biografie di 135 autori in prevalenza cristiani (ortodossi ed eterodossi), ma anche ebrei e pagani, che però hanno avuto a che fare con il cristianesimo, con uno scopo dichiaratamente apologetico: «Sappiano Celso, Porfirio, Giuliano, questi cani arrabbiati contro Cristo, così come i loro seguaci che pensano che la Chiesa non ha mai avuto oratori, filosofi e colti dottori, sappiano quali uomini di valore l'hanno fondata, edificata, illustrata, e cessino le loro accuse sommarie di semplicità rozza rivolte alla nostra fede, e riconoscano piuttosto la loro ignoranza». Spesso si vedono il leone cui tolse la spina dal piede, un crocifisso a cui rivolgere l'adorazione, un teschio come simbolo di penitenza o la pietra con cui era solito battersi il petto. L'opera, di ispirazione leonardesca, mostra san Girolamo a mezza figura che medita su teschio. Le biografie hanno inizio da Pietro apostolo e terminano allo stesso Girolamo ma, mentre nelle successive Girolamo elabora conoscenze personali, le prime 78 sono frutto di conoscenze di seconda mano, desunte da varie fonti, tra cui Eusebio di Cesarea[7]. San Gerolamo è rappresentato mentre scrive la “vulgata”, ossia la traduzione della bibbia dall’ebraico al lato. Qui si formò un gruppo di vergini e di vedove, capeggiate da una certa nobile Marcella e dalla ricca vedova Paola, cui si accompagnavano le figlie Eustochio e Blesilla, che vollero dedicarsi ad una vita ascetica fatta di preghiera, meditazione, astinenza e penitenza e delle quali Girolamo divenne padre spirituale[2]. Caduta la sua candidatura, sul finire del 384, fu eletto papa il diacono Siricio. Nel 382, su incarico di papa Damaso I, affrontò il compito di rivedere la traduzione dei Vangeli e successivamente, nel 390, passò all'antico testamento in ebraico, concludendo l'opera dopo ben 23 anni[5]. La Vulgata, prima traduzione completa in lingua latina della Bibbia, rappresenta lo sforzo più impegnativo affrontato da Girolamo. Ritiratosi nel deserto della Calcide, vi rimase un paio di anni (375 - 376) vivendo una dura vita di anacoreta. Sebbene l'abito rosso da cardinale sia stato molto usato nelle rappresentazioni pittoriche del santo, non è storicamente possibile che egli sia stato cardinale, poiché l'istituzione è altomedievale. Essi scoprirono che i rovi gli avevano dilaniato le piante delle zampe. Su di esso i monaci confidarono per garantirsi la custodia dell'asino del convento. Descrizione e stile. Anche questo periodo ha ispirato numerosi pittori, che lo ritrarranno come scrittore nella sua cella monastica, ispirato dallo Spirito Santo ed accompagnato dal fido leone[3]. Sul tavolo, a sinistra, si può notare un teschio, simbolo della vanità del mondo, della morte, della precarietà della vita. Un giorno egli incrociò sul suo cammino la carovana dei mercanti che avevano portato via l'asino affidatogli in custodia dai monaci e riconobbe nella carovana il medesimo asino. Cinque anni dopo, nello Adversus Helvidium, scritto nel 383, Girolamo polemizza contro Elvidio, che dichiarava che la Vergine Maria dopo aver generato Gesù avesse partorito altri figli. Girolamo, seguito dal fratello Paoliniano, dal prete Vincenzo e da alcuni monaci a lui fedeli, s'imbarcò da Ostia nell'agosto del 385, seguito poco dopo anche dalle discepole Paola, Eustochio ed altre appartenenti alla comunità delle ascete romane[3], e tornò in Oriente, dove continuò la sua battaglia in favore del celibato clericale. Di carattere focoso, soprattutto nei suoi scritti, amava la vita ascetica. Un'altra nel deserto, o nella grotta di Betlemme, dove si era ritirato sia per vivere la sua vocazione da eremita sia per attendere alla traduzione della Bibbia, in questo secondo caso viene mostrato senza l'abito e con il galero(cappello) cardinalizio gettato in terra a simbolo della sua rinuncia agli onori. Il San Girolamo scrivente è un dipinto di Caravaggio realizzato in olio su tela (117x157 cm) nel 1608. Ultimato nel 381, il Chronicon tratta dei periodi storici e mitici della Storia universale a partire dalla nascita di Abramo fino all'anno 325. Si dedicò anche agli studi di retorica, terminati i quali si trasferì a Treviri, dove era ben nota l'anacoresi egiziana, insegnata per qualche anno da Sant'Atanasio durante il suo esilio[1]. Sofronio Eusebio Girolamo (in latino: Sofronius Eusebius Hieronymus), noto come san Girolamo, san Gerolamo o san Geronimo, (Stridone, 347 – Betlemme, 30 settembre 419/420) è stato un biblista, traduttore, teologo e monaco cristiano romano. Nelle Quaestiones hebraicae in Genesim, composte a sostegno della sua attività pluridecennale, anzi, si confronta il testo della Genesi nella traduzione Vetus latina con il testo ebraico a lui accessibile e con la LXX a giustificazione delle scelte operate nella Vulgata. Opere storiche e agiografiche. Tra gli altri argomenti, in esso Girolamo difende strenuamente l'astinenza dalla carne: «Proprio come il divorzio secondo la parola del Salvatore non fu permesso fin dal principio, ma a causa della durezza del nostro cuore fu una concessione di Mosè alla razza umana, così anche il mangiar carne fu sconosciuto fino al diluvio. Per la sua attività di traduttore della Bibbia viene considerato santo protettore dei traduttori e per i suoi studi legati all'antichità è considerato il patrono degli archeologi. Entro i primi anni trenta del Cinquecento, Federico aveva ottenuto il celebre San Girolamo di Tiziano, possedeva il piccolo San Girolamo nello studio di Quentin Metsys[1] e aveva acquistato nelle Fiandre almeno un altro dipinto di questo soggetto che poi Isabella aveva scelto di accogliere nella sua collezione. Probabilmente Caravaggio volle ringraziarlo con questo dipinto per essere intervenuto nel risolvere alcuni suoi guai giudiziari. Gli avversari di Girolamo affermarono che le mortificazioni corporali teorizzate erano semplicemente degli atti di fanatismo, i cui perniciosi effetti avevano portato alla prematura morte di Blesilla. Nella seconda parte del testo Gerolamo esalta con lodi la verginità della Madonna[9]. Tornato solo al monastero, il leone venne accusato dai monaci di aver divorato l'asino, cosicché gli vennero affidati tutti i lavori che normalmente venivano svolti da quest'ultimo. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 27 mag 2019 alle 15:29. Si recò quindi a Costantinopoli, dove poté perfezionare lo studio del greco sotto la guida di Gregorio Nazianzeno (uno dei Padri Cappadoci). Esistono due iconografie principali di Girolamo: una con l'abito cardinalizio e con il libro della Vulgata in mano, oppure intento nello studio della Scrittura. Il soggetto è stato letto alla luce del culto per il santo eremita che si era diffuso nell'ambiente benedettino cassinese. Nato a Stridone in Illiria (oggi in Croazia), studiò a Roma e fu allievo di Mario Vittorino e di Elio Donato. Data la singolarità dell'evento e la grande popolarità della famiglia di Blesilla, il caso sollevò un grande clamore. Un'altra nel deserto, o nella grotta di Betlemme, dove si era ritirato sia per vivere la sua vocazione da eremita sia per attendere alla traduzione della Bibbia, in questo secondo caso viene mostrato senza l'abito e con il galero (cappello) cardinalizio gettato in terra a simbolo della sua rinuncia agli onori. Vari ordini religiosi e congregazioni si sono ispirati esplicitamente al santo. Tutte le opere storiche ed agiografiche di san Girolamo sono state pubblicate nell'originale latino e tradotte in italiano in: Bazyli Degórski (a cura di), Girolamo. Anche Orazio poi, uomo acuto e dotto, nell'Ars poetica dà questi stessi precetti al traduttore colto: "Non ti curerai di rendere parola per parola, come un traduttore fedele"». Vita di Ilarione. Qui visse dedicandosi alla traduzione biblica, alla redazione di alcune opere ed all'insegnamento ai giovani. È conservato nella Galleria Borghese di Roma. Fu questo periodo ad ispirare i numerosi pittori che lo rappresenteranno come San Girolamo penitente ed è a questo periodo che risale l'episodio leggendario del leone che, afflitto da una spina penetratagli in una zampa, gli sarebbe poi stato accanto, grato poiché Girolamo gliel'avrebbe tolta; così come la tradizione secondo la quale Girolamo era uso far penitenza colpendosi ripetutamente con un sasso[1]. Nel 386 Girolamo si trasferì nel monastero da lui fondato, dove rimase fino alla morte. Si trasferì poi ad Aquileia, dove entrò a far parte di una cerchia di asceti riunitisi in comunità sotto il patronato dell'arcivescovo Valeriano, ma, deluso dalle inimicizie che erano sorte fra gli asceti, partì per l'Oriente[1]. Ma una volta che Cristo è venuto alla fine dei tempi, e l'Omega è passata in Alfa e la fine è stata mutata in principio, non ci è più permesso il divorzio, né siamo circoncisi, né mangiamo carne». Così abbiamo raggiunto il diluvio. Nell'impalcatura cronologica, estesa dal 325 al 378, rientrano sia figure mitologiche come Minosse, il re Edipo e Priamo, che personaggi storici, mentre Girolamo, per completezza, inserisce anche dati preziosi di letteratura latina, desunti dal De viris illustribus svetoniano[8]. La Legenda Aurea, di Jacopo da Varazze, narra, nel capitolo dedicato a San Girolamo, la leggenda del leone[12]. Ancora di polemica teologico-liturgica trattano Adversus Vigilantium, in cui si attacca spietatamente Vigilanzio e il suo pensiero, secondo cui la vita dedita al culto dei martiri e del rispetto delle regole di Dio fosse sbagliata e noiosa; Contra Ioannem Hierosolymitanum, una polemica contro i sostenitori di Origene, in cui Girolamo sostiene che il dotto di Cesarea, sebbene buon traduttore della Bibbia, avesse posizioni eretiche e che quindi non poteva far parte del mondo di Dio. È riferibile a una fase della prima maturità, quando l'artista iniziò a sviluppare un proprio stile fatto di colori intensi e stesi fluidamente, smorzando il contorno tra figure e paesaggio, con un'espressiva contrapposizione tra parti intensamente illuminate e parti molto ombreggiate e con uno studio di pose complesse e insolite. Vita di san Paolo, eremita di Tebe. Di quest'iconografia - si veda anche l'affresco di Andrea del Castagno presso la basilica della Santissima Annunziata - è assai significativa la scultura in terracotta di un anonimo plastificatore fiorentino (circa 1454) presso l'Oratorio di San Girolamo e San Francesco Poverino (Antonio del Pollaiolo? Prefazione alla traduzione delle Cronache di Eusebio di Cesarea. Padre e Dottore della Chiesa, tradusse in latino parte dell'Antico Testamento greco (ci sono giunti, integri o frammentari, Giobbe, Salmi, Proverbi, Ecclesiaste e Cantico, dalla versione dei Settanta) e, successivamente, l'intera Scrittura ebraica. Girolamo utilizzò un concetto moderno di traduzione che attirò le accuse da parte dei suoi contemporanei; in una lettera indirizzata a Pammachio, genero della nobildonna romana Paola, scrisse: «Io, infatti, non solo ammetto, ma proclamo liberamente che nel tradurre i testi greci, a parte le Sacre Scritture, dove anche l'ordine delle parole è un mistero, non rendo la parola con la parola, ma il senso con il senso. Nello specifico, all'interno del trattato, la parte relativa all'alimentazione corrisponde alla terza sezione [PL 23,303-326]. La vulgata di san Girolamo. In relazione alle raffigurazioni fiamminghe della natura morta, ogni elemento ha nel dipinto un significato simbolico determinato anche dalla sua collocazione. Ho come maestro di questo procedimento Cicerone, che tradusse il Protagora di Platone, l'Economico di Senofonte e le due bellissime orazioni che Eschine e Demostene scrissero l'uno contro l'altro […]. Il De Viris Illustribus, scritto nel 392, intendeva emulare le "Vite" svetoniane dimostrando come la nuova letteratura cristiana fosse in grado di porsi sullo stesso piano delle opere classiche. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 18 ott 2020 alle 00:04. Andrea del Castagno?) Esistono due iconografie principali di Girolamo: una con l'abito cardinalizio e con il libro della Vulgata in mano, oppure intento nello studio della Scrittura. Di quest'opera Caravaggio fece un'altra versione conservata nella concattedrale di San Giovanni a La Valletta (Malta). Deluso anche qui dalle diatribe fra gli eremiti, divisi dalla dottrina ariana, tornò ad Antiochia, da dove era passato prima di venire in Calcide, e vi rimase fino al 378, frequentando le lezioni di Apollinare di Laodicea e divenendo presbitero, ordinato dal vescovo Paolino di Antiochia. Per molti aspetti - lo stile, il taglio, la destinazione a una devozione privata - il San Girolamo è vicino al Sant'Antonio abate di Napoli, con cui condivide anche la datazione; ma se ne discosta per un tono più classicheggiante e per l'impostazione più sostenuta e introspettiva che elude lo scoperto patetismo del Sant'Antonio. Egli si precipitò verso di loro ruggendo terribilmente e mettendoli in fuga. È stata ricordata da Giovanni Pietro Bellori nel 1672 come una delle opere eseguite su commissione del cardinale Scipione Borghese. Risalgono a questo periodo le letture dei testi di Origene e di Eusebio. Dopo di che condusse l'asino ed i cammelli, carichi di mercanzia, al convento. Tra questi: La figura di san Girolamo fu commemorata da papa Benedetto XV con l'enciclica Spiritus Paraclitus, scritta il 15 settembre 1920 in occasione del XV centenario della morte. Spesso si vedono il leone cui tolse la spina dal piede, un crocifiss… Grazie anche ai fondi della ricca vedova Paola, Girolamo fondò a Betlemme un monastero maschile, dove andò a vivere, e uno femminile[4]. Egli ordinò ai confratelli di lavare le zampe al leone e curarle. Alla scarsità di elementi nella composizione fa eco anche una sobria varietà di colori, un discreto repertorio di marroni, bruniti, a cui fa da padrone la vivacità cromatica del rosso del manto di san Gerolamo, e del panneggio bianco che ricade dalla pila dei libri. Il dipinto è identificabile con il quadro descritto nell'inventario Gonzaga del 1627: “Un quadro dipintovi un S. Geronimo che contempla, con una testa di morto, mezza figura …opera del Correggio”. Un giorno, mentre l'asino stava pascolando, il leone si addormentò. Per esempio il capo reclinato del santo istituisce un rimando spaziale al teschio poggiato sulla scrivania. Nel 404 morì la sua discepola Paola, che verrà poi venerata come santa, ed alla quale egli dedicò post mortem l'Epitaphium sanctae Paulae. Il testo di Girolamo è stato la base per molte delle successive traduzioni della Bibbia, fino al XX secolo, quando per l'antico testamento si è cominciato ad utilizzare direttamente il testo masoretico ebraico e la Septuaginta, mentre per il Nuovo Testamento si sono utilizzati direttamente i testi greci. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'8 set 2018 alle 19:24. Numerose chiese storiche sono state dedicate a san Girolamo. Insieme ad altri dipinti della collezione Gonzaga, il San Girolamo passò probabilmente in Inghilterra nella collezione del re Carlo I nel cui inventario del 1639 è registrato un “St. Perché san Girolamo è ritratto insieme a un teschio, simbolo delle morte anziché con un simbolo dell'amore? Jeronimus leaning uppon his right arme and with his left houlding a dead Scull uppon his booke saide to be of Corrigio”. San Girolamo è un dipinto a olio su tavola (64x51 cm) di Correggio, databile al 1516-1517 circa e conservato nella Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid. di cui è da sottolineare il nervosismo degli arti e la tragicità del volto. Gli uomini illustri. Nel Settecento fu probabilmente già in Spagna e nel 1818 raggiunse la presente ubicazione ma fu catalogato con la significativa attribuzione all'artista veneziano Sebastiano del Piombo. Di conseguenza Girolamo accusa anche un vescovo chiamato Giovanni, che appoggiava le teorie origeniane. Comunque la provenienza mantovana potrebbe far pensare anche a una committenza dell'ambito Gonzaga, o di Isabella d'Este o, più tardi, di Federico Gonzaga, che nutrivano un particolare interesse per le raffigurazioni del santo eremita. Un giorno un leone ferito si sarebbe presentato zoppicando nel monastero ove risiedeva San Girolamo. Il suo è uno studio molto concentrato, … Altri due San Girolamo del Correggio, in meditazione non sul teschio ma sul crocifisso, sono indicati rispettivamente da Ridolfi nella collezione di Nicholas Regnier a Venezia (1648) e nell'inventario della raccolta Muselli di Verona entro il 1662. Cosa orrida, ma vera!Donde viene alla Chiesa questa peste delle agapete?Donde queste mogli senza marito?E donde in fine questa nuova specie di puttaneggio?». Fu battezzato all'età di venticinque anni e divenne sacerdote a trentotto anni. Ma dopo il diluvio, alla maniera delle quaglie date nel deserto al popolo che mormorava, il veleno della carne animale fu offerto ai nostri denti. San Girolamo è un dipinto a olio su tela (112x157 cm) realizzato tra il 1605 ed il 1606 dal pittore italiano Caravaggio. Alla morte di papa Damaso I, la curia romana contrastò con grande determinazione ed efficacia l'elezione di Girolamo, anche attribuendogli una forte responsabilità nella morte della sua discepola Blesilla. Q uesto dipinto fu eseguito da Caravaggio per Scipione Borghese, ormai fedele ammiratore dell’artista.Fu tra le prime opere dell’arista a entrare a far parte della collezione del potente cardinale. San Girolamo è un dipinto a olio su tela (112x157 cm) realizzato tra il 1605 ed il 1606 dal pittore italiano Caravaggio. San Girolamo, il traduttore asceta che discuteva coi peccatori 30/09/2020 Scrittore infaticabile, grande erudito e ottimo traduttore, a lui si deve la Vulgata in latino della Bibbia. In essa Gerolamo per controbattere alla tesi di Gioviniano, secondo la quale "l'astinenza non è migliore dell'assunzione riconoscente del cibo", ribadisce l'importanza del digiuno non solo nella tradizione della Chiesa ma anche nella storia della filosofia[11]. Questa era una nobile ventenne romana, appartenente alla gens Cornelia, che era rimasta vedova ancor fanciulla e che aveva seguito la madre Paola e la sorella Eustochio nel gruppo di dame che avevano deciso di seguire la vita monastica con le rigide regole di Girolamo, morendo ben presto, probabilmente a causa dei troppi digiuni. È conservato nella Galleria Borghese di Roma.. Storia e descrizione. Vita di Malco, l'eremita prigioniero. Adversus Helvidium, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=San_Girolamo&oldid=116108395, Voci con modulo citazione e parametro pagina, P3762 multipla letta da Wikidata senza qualificatore, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi. Nel trattato Adversus Pelagianos, infine, si confuta Pelagio e le dottrine sulla libertà fisica e della mente. Nel 382 troviamo san Girolamo o san Gerolamo di nuovo a Roma sia come guida spirituale di un gruppo di nobili romane infervorate dalla vita ascetica sia come segretario di papa Damaso. Alcuni mercanti, visto il quadrupede da soma privo di custodi, se ne appropriarono. Una sorta di curiosa commistione tra storia, romanzo e agiografia sono le Vite degli eremiti San Paolo di Tebe, Sant'Ilarione e San Malco. […] Agli albori della razza umana non mangiavamo carne, né facevamo pratiche di divorzio, né pativamo il rito della circoncisione. Quando cominciò la sua opera di traduzione non aveva grandi conoscenze dell'ebraico, perciò si trasferì a Betlemme per perfezionarne lo studio. Ha vicino a sé il testo della Vulgata e tiene un braccio appoggiato su un ripiano rivestito di stoffa rossa, forse un richiamo alla sua veste cardinalizia abbandonata per le seguire la vocazione eremitica. Ma dopo il diluvio [...] ci è stata data la carne come cibo, e il divorzio è stato permesso agli uomini duri di cuore, ed è stato applicato il taglio della circoncisione, come se la mano di Dio avesse plasmato in noi qualcosa di superfluo. Prefazione alla traduzione della Regola di Pacomio, in Opere di Girolamo, XV, Roma, Città Nuova, 2014. I confratelli fuggirono spaventati ma San Girolamo gli si avvicinò accogliendo l'animale ferito. Girolamo fu un celebre studioso del latino in un'epoca in cui questo implicava una perfetta conoscenza del greco. Dalla Vulgata sono tratte le pericopi per l'epistola e il Vangelo della Messa tridentina[6]. Scheda in Correggio Art Home, da cui proviene una parte del testo, Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=San_Girolamo_(Correggio)&oldid=105143395, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Il trattamento della luce e del colore di questa piccola tela mostra un'inclinazione veneziana, tratto non estraneo alla ricerca del Correggio di questi anni. Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi, San Giovanni Battista (Caravaggio Capitolino-Pamphilj), Salomè con la testa di Giovanni Battista (Londra), Ritratto di Alof de Wignacourt e del suo paggio, Salomè con la testa di Giovanni Battista (Madrid), San Giovanni Battista (Caravaggio Borghese), https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=San_Girolamo_(Caravaggio)&oldid=99561015, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Quando il leone fu guarito, rimase nel monastero. Se così fosse, il dipinto di Madrid potrebbe essere letto alla luce della destinazione dell'opera a un ambiente di colti e importanti committenti. Proprio su richiesta del pontefice cominciò il suo immenso lavoro di traduzione in latino della Bibbia (la Vulgata). In una lettera ad Eustochio, Girolamo si esprime contro le agapete nei seguenti termini: «Oh vergogna, oh infamia! Allorché Gregorio Nazianzeno lasciò Costantinopoli, Girolamo tornò a Roma, nel 382, dove fu segretario di papa Damaso I, divenendone il più probabile successore. Caravaggio sceglie di raffigurare il santo posto di tre quarti su un formato orizzontale, quasi a voler rappresentare una natura morta della quale san Girolamo non è figura esterna, ma parte integrante, a rivestire un ruolo pari a quello della carta, del teschio e della tavola su cui sta studiando. Il Martirologio romano ricorda san Girolamo il 30 settembre. Caravaggio, San Girolamo. Di simile stampo è il Contra Rufinum, in cui si attacca l'origeniano Rufino.
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