Per l’episodio di veda: S. Caterina da Siena 1994, par. [1] La tela è segnalata nella Chiesa di San Raimondo al Refugio da tutti gli eruditi senesi a partire da Fabio Chigi: Chigi 1625-26, p. 314; Ugurgieri Azzolini 1649, II, p. 370; Gigli 1723, I, p. 32; Pecci 1752, p. 96, Pecci 1761, p. 113; Della Valle 1782-1786, III, p. 348; Faluschi 1784, p. 136; Faluschi 1815, p. 117, Romagnoli ante 1835, VIII, pp. realizzata da Peter de Jode sulla base di un disegno di Francesco Vanni. La stessa iconografia viene ripresa dal Vanni in altre due rappresentazioni del Matrimonio Mistico di santa Caterina da Siena, due tele da stanza a mezze figure conservate in una collezione privata senese e nella Galleria Borghese di Roma. Vedete che tutto è intimo, interno, profondo. La donna è appoggiata ad un mobiletto, sopra al quale sono collocati altri attributi iconografici con cui Caterina è spesso rappresentata, il Crocifisso ed il teschio, memento mori. [7] Per un dettagliato profilo biografico sulla santa senese si veda: Cartotti Oddasso 1962. Il Matrimonio mistico di santa Caterina da Siena e santi (o Pala Pitti) è un dipinto a olio su tavola (356x270 cm) di Fra Bartolomeo, firmato e datato 1512, e conservato nella Galleria Palatina di Firenze. La tela è segnalata nella Chiesa di San Raimondo al Refugio da tutti gli eruditi senesi a partire da Fabio Chigi: Chigi 1625-26, p. 314; Ugurgieri Azzolini 1649, II, p. 370; Gigli 1723, I, p. 32; Pecci 1752, p. 96, Pecci 1761, p. 113; collezione della futura Galleria di Belle Arti di Siena, che sarebbe confluita nell’odierna Pinacoteca Nazionale; a tal proposito si veda: de Angelis 1812, p. 211. Non riuscendo cioè a contenere l’inusitato diletto, si nascose, si chiuse in una camera appartata. Grazie ai ben noti documenti di pagamento effettuati il 24 gennaio 1601 da Aurelio Chigi a Francesco Vanni per il Matrimonio Mistico di santa Caterina da Siena[19], sappiamo che l’esecuzione dell’opera è da riferire a tale anno, anche se, secondo un Registro di entrata e uscita del Refugio di mano del Chigi stesso, la tela fu comprata, insieme a quella dell’antistante Transito di san Galgano di Ventura Salimbeni, già nel 1598[20]. Gli angioletti musicanti, col liuto e con la lira alla base del trono, sono un omaggio all'arte veneziana di Giovanni Bellini, in particolare la Pala di San Zaccaria, vista in occasione del viaggio in Laguna del 1508. [5] La storia della progettazione dell’opera, è attestata da numerosi disegni e schizzi preparatori del Vanni, per i quali rimando a: Disegni 1976, pp. Probabilmente Fra Bartolomeo vi lavorò da solo, poco prima o appena dopo lo scioglimento del sodalizio con Mariotto Albertinelli. Un documento del 5 gennaio 1513 (che secondo il sistema ab incarnatione era ancora il 1512) riporta come a quella data la pala dovesse ancora essere installata in chiesa. Fra Bartolomeo mise di nuovo mano al soggetto, destinato all'altare di santa Caterina nella chiesa di San Marco, aggiornando lo schema iniziale e rendendolo ancora più monumentale, facendone un vero e proprio capolavoro. Ma il culto verso Caterina era iniziato immediatamente dopo il suo transito, sia per i miracoli che venivano attribuiti alla sua intercessione sia per l’attività incessante dei suoi discepoli, che ne promossero la venerazione commissionando a vari artisti immagini della loro madre spirituale. La “Visione di San Bernardo” per la cappella di Bernardo del Bianco alla Badia Fiorentina segna il ritorno nel 1504 di Baccio all’attività pittorica. 86. Nel 1800 è entrata al Louvre, dove attualmente si trova esposta in compagnia di altre opere dello stesso artista come il “Noli me tangere” del 1506. Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Ultima modifica il 24 gen 2020 alle 16:28, Matrimonio mistico di santa Caterina da Siena e santi, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pala_Pitti&oldid=110344080, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Fu grazie alla sua opera di convincimento che Gregorio IX nel 1376 partì alla volta dell’Italia, decretando la fine della cattività avignonese del papato. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 24 gen 2020 alle 16:28. 16-19. 80000110520, Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena. 354-355. Lo Sposalizio mistico di santa Caterina da Siena è un dipinto a olio su tavola (347x225 cm) di Domenico Beccafumi, databile al 1528 circa e conservato a palazzo Chigi-Saracini di Siena ... omonima della santa senese da cui deriva l'iconografia del "matrimonio mistico". L’iconografia di Caterina può articolarsi in tre aspetti principali: quello fisionomico, come nei ritratti di Andrea Vanni nella Cappella delle Volte di San Domenico e del Vecchietta nel Palazzo Pubblico di Siena, quello storico, ispirato a fatti della vita e ad avvenimenti post mortem, e quello in cui Caterina integra scene soprannaturali come glorie e gruppi di santi[8]. 897-1016. 574-577; Romagnoli 1840, p. 37. Storia. La tela dipinta da Francesco Vanni appartiene quindi all’iconografia storica della santa, che ha la sua fase di maggiore slancio nel periodo della Controriforma. Nato intorno al 1475 a Savignano vicino Firenze, Bartolomeo era figlio di Jacopo del Fattorino. [19] Per il pagamento dell’opera si veda: Romagnoli ante 1835, VIII, pp. Nel 1512 venne offerta al Jacque Hurual, vescovo di Autumn e ambasciatore di Luigi XII, donata quindi al capitolo della cattedrale di Autumn. La scena è ambientata entro la nicchia di una chiesa e sotto una tenda retta da angeli, imitante la Madonna del Baldacchino di Raffaello. Santa Caterina da Siena, al secolo Caterina Benincasa, nacque secondo la tradizione nel rione di Fontebranda il 25 marzo del 1347, manifestando fin da bambina una spiccata tendenza alla vita religiosa. 137-139, fig. Donna straordinaria, Dottore della Chiesa, patrona d'Italia e poi d'EWuropas è meno amata dai pittori, forse perchè il suo sobrio abito domenicano si prestava meno ai virtuosismi del pennello rispetto alle sete e ai velluti indossati dalla sua omonima, la santa principessa. MATRIMONIO MISTICO DI SANTA CATERINA – Baccio della Porta. Nel 1499 Gerozzo Dini commissionò al pittore l’affresco raffigurante il “Giudizio universale”, per una cappella nel chiostro di Santa Maria Nuova, terminato poi da Mariotto nel 1501. Durante un secondo soggiorno a Bologna, databile allo scadere del nono decennio del secolo, l’artista senese dovette avere modo di entrare in contatto con i Carracci[14], come testimoniato dalla tela con l’Immacolata Concezione del Duomo di Montalcino, firmata e datata dal Vanni nel 1588, e dalla seconda Annunciazione di Santa Maria dei Servi a Siena del 1588-1589. Vasari vide l'opera e si soffermò a lungo sulla sua descrizione, lodando lo schema prospettico, il colorito degli angeli, lo sfumato leonardesco "negli scuri, dove adoprò fumo da stampatori, e nero di avorio abruciato". [17] A. Bagnoli in Raccolta 2006, pp. Il dipinto fu scelto da Luigi de Angelis nel 1812 per far parte della collezione della futura Galleria di Belle Arti di Siena, che sarebbe confluita nell’odierna Pinacoteca Nazionale; a tal proposito si veda: de Angelis 1812, p. 211. MATRIMONIO MISTICO DI SANTA CATERINA (1511) Fra Bartolomeo (Baccio della Porta) Pittore italiano (1475-1517) Museo del Louvre a Parigi Tavola cm. L'opera mostra l'insolita iconografia del matrimonio mistico di santa Caterina da Siena, ricalcato sull'episodio riguardante l'omonima santa Caterina d'Alessandria, in uso come soggetto dal medioevo. La tavola firmata *Orate pro pictore*, classica formula di Fra Bartolomeo e datata 1511, fu eseguita per il convento di San Marco. Francesco Vanni, come nota sempre Bagnoli (in Raccolta 2006, p. 58) aveva già sperimentato la postura e il movimento del panneggio delle vesti di Caterina dipingendola in una pala per la Chiesa di Bibbiano, adesso conservata nel Museo d’arte sacra della Val d’Arbia a Buonconvento. 29, 37 n. 22. [3] Le mistiche nozze furono celebrate secondo il Gigli l’ultimo giorno di carnevale del 1370, mentre secondo Joergensen il martedì 2 marzo del 1367. Francesco Vanni nacque a Siena nel 1564 e ricevette la sua prima formazione artistica dal patrigno Arcangelo Salimbeni (1568-1613), uno degli ultimi rappresentanti del manierismo senese. 209-210) riferisce che Francesco Vanni si era recato a Roma a 16 anni, subito dopo la morte del patrigno Arcangelo avvenuta nel 1580. Il “Matrimonio Mistico di Santa Caterina circondata da altri Santi” è una tavola di grande impianto monumentale. Comunque come sembrano indicare pure le fattezze della cornice, anche la piccola copia è databile al XVII secolo. Fra Bartolomeo sviluppa il tema della Vergine circondata da altri Santi, alla pari di una Sacra Conversazione. National Maritime Museum, ... Apri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso - Privacy Policy - Personalizza tracciamento pubblicitario. Andrea di Niccolò, "Matrimonio Mistico di santa Caterina da Siena e santa Caterina da Siena e il mendicante" in Amanti. La tela raffigura l’apparizione a Caterina di Gesù che, per premiarla della sua vita condotta nella preghiera e nella carità, la fece sua sposa nella fede donandole l’anello nuziale. Dal 1509 al 1512, Baccio e Mariotto ritornarono a lavorare insieme nella bottega messa a loro disposizione nel convento di San Marco. Caterina di Siena watercolour after GA Bazzi, in mahogany frame with glass. Ritratto di  James Cook (1775) (Nathaniel Dance-Holland) Nella primavera del 1508 Fra Bartolomeo compì un viaggio a Venezia, durante il quale i Padri Domenicani di San Pietro Martire di Murano gli commissionarono la grande pala con il “Padre Eterno tra le Sante Caterina e Maddalena”, eseguita poi a Firenze nel 1509 e donata al convento di San Romano di Lucca. E a Ludovico Carracci, cugino del già citato Annibale, il Vanni sembra ispirarsi per la tela con il Matrimonio Mistico di santa Caterina da Siena del Refugio. Come infatti nota Alessandro Bagnoli, nella postura di Caterina e nel ricasco delle sue vesti è evidente una stretta somiglianza con la santa Caterina d’Alessandria dipinta dall’illustre pittore bolognese nel suo celebre Matrimonio mistico oggi conservato nel Konstmuseum di Göteborg in Svezia, che potrebbe essere stato un modello condizionante per il Vanni, considerati gli stretti rapporti tra i due pittori[17]. [8] Cartotti Oddasso 1962, pp. 60, 62. Per illustrare il mistico sposalizio il Vanni si attenne scrupolosamente a quanto narrato dal domenicano confessore della santa Raimondo da Capua nella sua Legenda Maior, la dettagliata biografia su Caterina scritta in latino nel 1393[3]. 349-350. La seconda Caterina è quella da Siena, che si festeggia il 29 aprile. Il 29 aprile del 1461 Pio II Piccolomini promulgava la bolla di canonizzazione della sua concittadina, che fu eletta subito dopo patrona di Siena e che nel XX secolo è diventata patrona prima d’Italia e poi d’Europa. La tavola attrae il devoto per il carattere monumentale, e anche per il forte impatto spirituale…, in questo senso Fra Bartolomeo rivela una grande capacità di adesione alla teoria della “pittura naturalistica” auspicata da Savonarola: concettualmente l’opera d’arte deve essere semplice, capace di esprimere la dottrina della chiesa cristiana e di non distrarre il fedele nella ricerca del suo rapporto con Dio. Bene in vista sullo scalino inferiore è posto il giglio bianco, tradizionale attributo iconografico di Caterina, simbolo della sua purezza. della mostra a cura di don Alessio Geretti, Comitato di San Floriano, Tolmezzo, 2017, pp. 350, 363 n. 54) per la sua esattezza anticipava la celebre incisione con la Pianta di Siena del 1596 ca. 42-45, 46, n. 28-32, 34; J. Marciari in Francesco Vanni 2013, pp. [6] Francesco Vanni aveva infatti già dipinto nel 1591 una veduta della città di Siena nella pala d’altare con il Beato Ambrogio Sansedoni che intercede per Siena di fronte alla Vergine, al Redentore e a san Bartolomeo, conservata dal 1791 nella Chiesa di Santa Maria in Portico a Fontegiusta. Baia del Mont Saint-Michel – Bassa Normandia/Bretagna, Francia, FORESTA INNONDATA (Flooded forest) – Amazzonia, Brasile, L'OPERA DI JAMES COOK (The work of James Cook), LA VIE PARISIENNE (La vita parigina) Jacques Offenbach, ORFEO ALL'INFERNO - Ouverture - ORPHÉE AUX ENFERS - Jacques Offenbach, PERCOTO (Provincia di Udine) - Nota etimologica di paesi friulani, BEIVARS (Provincia di Udine) - Nota etimologica di paesi friulani, PERTEOLE - (Provincia di Udine) - Nota etimologica di paesi friulani, BASAGLIAPENTA (Provincia di Udine) - Nota etimologica di paesi friulani, ORCENICO (Pordenone) - Nota etimologica di paesi friulani, RENATA TEBALDI (Canzone del salice / Ave Maria (Otello - Verdi), SINFONIA N° 5 - Joseph Anton Bruckner (Claudio Abbado), SINFONIA N° 9 - Joseph Anton Bruckner (Leonard Bernstein), TE DEUM (In Te, Domine, Speravi) - Joseph Anton Bruckner, TORNARE BAMBINO - I QUELLI (Testo e video), LIEBESTRAÜM N° 3 (Sogni d'amore - Dreams of Love) Franz Liszt, I PROTAGONISTI (THE PLAYER) - Robert Altman, LA CASA STREGATA (THE HAUNTED HOUSE) - Buster Keaton, LA MADRE (Mother) - Film di Vsevolod Pudovkin (Romanzo di Maksim Gor'kij). [20] Occhioni 2014, pp. Caterina morì il 29 aprile del 1380 a Roma, dove si era ormai stabilita con i suoi discepoli per dedicarsi completamente alla causa della Chiesa e del papa[7]. A soli 16 anni fece domanda di entrare nel Terz’Ordine dei Predicatori, fra le Mantellate, il cui nome derivava dal lungo mantello nero che ricopriva l’abito bianco. [16] Santi 1980, p. 121; Garofalo 2005, pp. Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena, inizio secolo XVII, olio su tela, Francesco Vanni. In esse se il cambiamento iconografico coinvolge anche gli attributi della santa, come la corona di spine al posto della semplice aureola e le stimmate visibili, la soluzione formale con cui è ritratta Caterina continua ad essere la stessa della pala del Refugio. Dopo un primo alunnato a Bologna a dodici anni presso Bartolomeo Passerotti[11], il Vanni ebbe probabilmente un primo contatto con l’ambiente artistico romano nel 1579 al seguito di Arcangelo Salimbeni[12], dove sarebbe tornato per un altro importante viaggio formativo nei primi anni ottanta, lavorando nella bottega di Giovanni de’ Vecchi[13]. [4] Nella Legenda Maior si narra come questa donna romana, devota a Caterina, la notte in cui ella morì, la sognò mentre veniva accolta in gloria nel regno dei cieli. 257 x 228 In basso sono invece ripresi a destra il re Davide mentre suona la sua arpa e a sinistra una donna dormiente, la romana Semia[4]. Essi sono rappresentati con alcuni dei loro tipici attributi iconografici, ovvero le Lettere scritte dall’Apostolo delle Genti, il giglio bianco tenuto in mano dal fondatore dell’ordine domenicano, e il calice da cui esce un serpente e il Vangelo di Giovanni. Fra Bartolomeo trascorse gli ultimi mesi di vita nel convento di Santa Maria Maddalena di Pian del Mugnone, dove si spense il 6 ottobre 1517 in compagnia di Fra Paolino da Pistoia, suo fedele allievo e prosecutore della bottega di San Marco. Una copia pressoché identica del Matrimonio mistico del Refugio si conserva invece proprio all’interno dei locali della Fondazione Conservatori Riuniti di Siena: la piccola tela era stata creduta un bozzetto del Vanni stesso dal pittore che la restaurò nel 1950. © 2020 Fondazione Conservatori Riuniti Siena, Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Sulla destra è raffigurata una suggestiva veduta del Duomo di Siena, che non stupisce nell’opera di un artista come il Vanni, che aveva già dato più volte prova delle sue qualità di abile disegnatore di vedute topografiche[6]. Spiccano ai lati due santi dalle figure solenni e maestose, ispirate a Michelangelo: san Giorgio e san Bartolomeo. Per i rapporti tra Francesco Vanni e Ludovico Carracci si veda: Bagnoli 2005, pp. 900, 906). Per la pala si veda: Museo 1998, pp. Il padre, consigliato da Benedetto da Majano, aveva messo Baccio nella bottega di Cosimo Rosselli ad imparare la pittura…, qui il giovane fu condiscepolo di Piero di Cosimo e Mariotto Albertinelli. Ti preghiamo di cliccare il pulsante a fianco per accettarne l'utilizzo, Fondazione Conservatori Riuniti Via del Refugio, 4 - 53100 Siena (SI) - Italia - C.F. [18] Per le tre versioni in piccolo formato dello Sposalizio mistico si veda: A. Bagnoli in Raccolta 2006, pp. 354-355. Sposalizio mistico di S. Caterina. A Raffaello si rifà anche la disposizione semicircolare dei santi attorno al trono di Maria, ben tredici, che esplorano la spazialità disponibile. In queste opere infatti è possibile notare come oltre ad una evidente adesione ai modi del Barocci[15], manifesta in alcune citazioni e nei colori cangianti ed evanescenti, la figura dell’Eterno sia ripresa dal Battesimo di Cristo di Annibale Carracci in San Gregorio a Bologna[16]. La grande tela di Francesco Vanni con il Matrimonio mistico di santa Caterina da Siena, è collocata nell’altare della parete destra della Chiesa di San Raimondo al Refugio a Siena[1], inserita tra altre due tele di più piccole dimensioni: santa Caterina da Siena riceve da Gesù la veste risplendente e santa Caterina da Siena dona un mantello ad un mendicante, entrambe firmate e datate da Sebastiano Folli nel 1613[2]. 58, 60. Per l’episodio si veda il testo nella moderna versione italiana: S. Caterina da Siena 1934, par. Dietro a Cristo sono posti due angeli a sostenergli il manto, mentre la sommità della tela è occupata da una vorticosa e gioiosa corte celeste, con molti angeli intenti a suonare dolci melodie durante la celebrazione[5]. L’anno precedente Baccio e Mariotto, sotto l’influenza savonaroliana, decisero di abbandonare la pittura per entrare come novizi nel convento di San Domenico di Prato. 369-373, in particolare p. 369 per l’iniziale formazione presso il Salimbeni e poi presso il Passarotti. 1035-1044. Se infatti nelle rappresentazioni cronologicamente antecedenti Caterina fa “«atto di presenza», doverosa, ma in fondo iconica”[9] venendo semplicemente raffigurata con i suoi attributi peculiari (libro, corona di spine, giglio bianco) da sola o con altri santi, è nella pittura della Controriforma che vengono illustrate le vicende della sua vita: le sue visioni mistiche, le sue estasi, la sua attività di messaggera religiosa e di predicatrice. Tale veduta, come nota Cristiana Garofalo (2005, pp. L'opera venne realizzata in sostituzione di un'altra pala (oggi al Louvre) dipinta due anni prima e regalata all'ambasciatore del re di Francia nel 1512. Sicuramente il Vanni si trovava a Roma intorno al 1583, quando Caterina Vannini era entrata in convento, come testimonia lui stesso nel processo di beatificazione della donna; per la notizia rimando a Ciampolini (2010, III, pp. Nel 1514 Fra Bartolomeo fece un breve viaggio a Roma, dove rimase impressionato dalla forza e monumentalità delle opere di Michelangelo. Anche la santa alessandrina, colta nel momento dello scambio dell’anello, è inginocchiata al fianco della Vergine, che, con sguardo amorevole, la dona in sposa al figlio, stavolta non adulto ma bambino, come vuole la consolidata tradizione iconografica di questa più antica santa. 156, 158-159 n. 35. Il Matrimonio mistico di santa Caterina da Siena e santi (o Pala Pitti) è un dipinto a olio su tavola (356x270 cm) di Fra Bartolomeo, firmato e datato 1512, e conservato nella Galleria Palatina di Firenze. Non accade nulla di esterno… tutto è interno, appartato, nascosto: la camera, la grazia… come la cella di Caterina da Siena, come la settima dimora del castello interiore di Teresa. [11] Ugurgieri Azzolini 1649, II, pp. In generale su Francesco Vanni: Santi 1980; Garofalo 2005; Ciampolini 2010, III, pp. 170-177, n. 57-61. Sulla sua attività giovanile: Bagnoli 1996; Bonelli 1996. Con quest’ultimo collaborò nella bottega a San Pier Gattolini…, frutto di questa collaborazione sono la “Annunciazione” del Duomo di Volterra del 1497, e la “Sacra Famiglia”, già collezione Contini Bonacossi. Francesco Vanni, Il matrimonio mistico di Santa Caterina, Siena – Chiesa di S. Raimondo al Refugio La festa liturgica di santa Caterina da Siena si celebra il 29 aprile. Matrimonio mistico di santa Caterina da Siena Autore Fra Bartolomeo Data 1511 Tecnica olio su tavola Dimensioni 257 cm × 218 cm Ubicazione Louvre, Parigi. Intorno ai protagonisti posti al centro della scena, si trovano come ad inquadrare gli sposi, i molti testimoni dell’evento: in alto vediamo a sinistra san Paolo e san Domenico e a destra san Giovanni Evangelista. 370-373. [2] Delle due tele di Sebastiano Folli, così come delle due di Rutilio Manetti collocate specularmente ad esse nella parete sinistra ai lati dell’altare, sono noti i pagamenti riportati in un registro contabile del fondo Conventi dell’Archivio di Stato di Siena, per i quali rimando a: Occhioni 2013, pp. Inoltre come nota Laura Bonelli (1996, p. 95) dallo spoglio delle Gabelle e degli atti dei notai in contatto con la famiglia Vanni non si rileva la presenza di Francesco in atti pubblici stipulati a Siena nei primi anni ottanta, fatto che sembra rafforzare l’ipotesi di un soggiorno romano dell’artista in questo periodo. Per una breve descrizione della Chiesa di San Raimondo si veda: Torriti 1988, pp. Per una breve descrizione della Chiesa di San Raimondo si veda: Torriti 1988, pp. Caterina. Matrimonio mistico di santa Caterina da Siena – dipinto di Fra Bartolomeo (1511) Sposalizio mistico di santa Caterina da Siena – dipinto di Domenico Beccafumi (1528) Pagine correlate. Caterina è rappresentata in ginocchio davanti a Gesù e alla Vergine Maria sua madre che, come narrato nella biografia, avvicina al figlio la mano della sposa per farle inserire al dito la fede nuziale. Passioni umane e divine, cat. Per un excursus approfondito sull’iconografia di santa Caterina da Siena si veda il volume ad essa completamente dedicato di Lidia Bianchi e Diega Giunta (1988). Evidenti sono le ampie campiture di colore che sono tra le caratteristiche più tipiche dello stile di Fra Bartolomeo, unite alla monumentalità dei personaggi e all'atmosfera solenne e pacata, dove i movimenti appaiono rallentati. [13] Giulio Mancini (1617-1621, I, pp. 574-575; Santi 1980, p. 125; Garofalo 2005, p. 364 n. 105; Ciampolini 2010, III, p. 913; Occhioni 2014, p. 158 n. 34. 58-63 e in particolare per la ripresa di Ludovico Carracci pp. Della grande opera per la Chiesa senese, come indica Alessandro Bagnoli, il Vanni ripete invece fedelmente il gruppo centrale in una tela firmata di piccole dimensioni, segnalata in una foto della Witt Library di Londra come di proprietà della Contessa Bontour[18]. [15] Per l’apporto fondamentale che l’arte di Federico Barocci ebbe nello stile del Vanni: Garofalo 2005; Bonelli 2009. [12] Bonelli 2009, p. 104, richiamata da Ciampolini 2010, III, p. 905. 114-115. E Francesco Vanni è stato il pittore che più di tutti in questo periodo ha contribuito con le sue molteplici rappresentazioni della santa alla sua nuova interpretazione iconografica[10]. Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena, inizio secolo XVII, olio su tela, Francesco Vanni. Il Vanni, per rappresentare una tra le più importanti e spiritualmente profonde visioni della santa senese, inventa una composizione ricca e complessa.
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