Paolo Osio faceva l’amore con la signorina Isabella Ortensia secolare la quale era nel monastero in dezena et havendo io trovato che stavano guardandosi l’uno e l’altro alla cortina delle galline gli feci un gran rebuffo che portasse così poco rispetto al monastero massime che detta giovane era data in mia custodia […], et esso se n’andò via bassando la testa senza dire altro. - Critico letterario italiano (Adrara S. Martino, Bergamo, 1870 - Milano 1924). di Giulio Natali - Solo nel giugno 1624 i due enti giunsero a un compromesso con la mediazione del cardinale Borromeo. Costrettavi dal padre Martino, conte di Monza, il 12 settembre 1591 pronunziava i voti religiosi tra le umiliate, assumendo il nome di suor Virginia Maria. Nulla si sa sull'educazione della L.: solo la concessione regia relativa alla dote lascia pensare che il matrimonio fosse la soluzione fino ad allora giudicata naturale per la giovane rampolla della nobile famiglia ispano-italiana. Umanamente drammatico fu l'interrogatorio cui fu sottoposta la L. il 22 dic. Era inoltre in ottimi rapporti con il monastero di S. Margherita, le cui finestre davano sul giardino della casa della sua famiglia. Dopo essersi rifugiato dai nobili Taverna a Milano, fu da loro ucciso a tradimento, a bastonate, nei sotterranei del loro palazzo (oggi Palazzo Isimbardi). È gelata, sdraiata bocconi sulla fredda pietra con indosso solo un camice leggero. 1607: la monaca descrisse con dovizia di particolari il tormentato rapporto di attrazione-repulsione con l'Osio, culminato, dopo una serie di galanterie e di colloqui, nella violenza sessuale di cui fu vittima da parte del giovane, con la complicità delle monache Ottavia e Benedetta. Enciclopedia Italiana - I Appendice (1938), Altri risultati per DE LEYVA, Virginia Maria, Personaggio letterario del romanzo I promessi sposi di A. Se ti piace quello che facciamo, puoi sostenerci con una donazione. Il Cardinale, anzi, la incaricò di scrivere delle lettere per le monache che attraversavano momenti di crisi. LEYVA, Virginia Maria de. - Uomo d'armi spagnolo (n. in Navarra 1480 circa - m. Aix-en-Provence 1536). Grazie a un documento contabile della Casa di S. Valeria, sappiamo che la L. vi morì il 17 genn. Bibl. Il padre chiese e ottenne una proroga di due anni per la corresponsione della dote spirituale, che peraltro non avrebbe mai versato. Il nobiluomo, cavaliere dell'Ordine di Santiago e comandante di una compagnia di lance nello Stato di Milano, vantava un buon curriculum militare, avendo combattuto contro i moriscos a Granada nel 1568 e preso parte alla battaglia di Lepanto nel 1571, nonché all'impresa de La Goletta nel 1574. La L. denunciò il tentativo di Giovanni Paolo di intrecciare una relazione amorosa con un'educanda, che venne subito allontanata e fatta sposare. - Figlia di Martín, conte di Monza, e di Virginia Marino, nacque a Milano tra il dicembre 1575 e l'inizio del 1576. Il 16 ottobre di quell'anno la L. assistette nel palazzo arcivescovile alla lettura della sentenza che la condannava alla reclusione perpetua nella Casa delle donne convertite di S. Valeria di Milano, in una cella murata con un pertugio dal quale ricevere cibo e uno per avere luce sufficiente a recitare l'ufficio. LA VITA NEGATA | La vera storia di Marianna De Leyva, la Monaca di Monza Rimasta incinta, nel 1602, la L. partorì un bambino morto. Marianna de Leyva nasce a Milano nel 1575, in un luogo molto particolare: Palazzo Marino, oggi sede del Comune. - Nobildonna (Milano 1575 - ivi 1650); costretta dal padre Martino conte di Monza, la De De Leyva, Virginia Maria, detta la "Signora di Monza" entrò in convento fra le umiliate (1591); più tardi cominciò a esercitare autorità feudale ... Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 65 (2005). Dopo i primi lenti e tristi anni, pronta d'ingegno e affettuosa, fu prescelta maestra delle educande. José Saramago, Quella notte il cieco sognò di essere cieco. Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. In un secondo momento, il cardinale decise di collocare la storia in un'altra opera, De sacris admirandis auditionibus (incompiuta e inedita). 1626, per esempio, la monaca affermava: "paratissima son a ricevere il rimedio opportuno delle piaghe mie sia con penitenza sia con asprezze prontissima schiava sono alla santa e retta voluntà di Vostra Signoria Illustrissima". La vera storia della monaca di Monza Marianna de Leyva (o Suor Virginia Maria) è meglio conosciuta come la Monaca di Monza (Gertrude) del romanzo I promessi sposi. Così, la sera del 28 luglio, Benedetta e Ottavia fecero entrare nel monastero l'Osio che uccise la conversa con tre colpi in testa e ne nascose il cadavere. –. © eccoLecco. 502 s.; Vita e processo di suor V.M. La necessità del segreto spinse l'Osio a tre nuovi omicidî; arrestato, scrisse nel 1607 al card. Superata l'iniziale diffidenza, il porporato esortò la donna a scrivere lettere, al fine di consolare altre monache che attraversavano momenti di crisi. Articolo aggiornato il 14 Luglio 2020 da eccoLecco La storia della monaca di Monza in realtà comincia e finisce drammaticamente a Milano. Marianna de Leyva y Marino was born in Milan, Italy, on December 4, 1575. 13-23, 26-31; C. Marcora, La biografia del cardinal Federico Borromeo scritta dal suo medico personale Giovanni Battista Mongilardi, in Memorie storiche della diocesi di Milano, XV (1968), pp. 12925460151. Mancano notizie sulla L. negli oltre quattordici anni che visse segregata fino alla liberazione, il 25 sett. : A. Giulini, Una lettera inedita della "Signora di Monza", in Archivio storico lombardo, XXXVI (1909), 1, pp. La dote fu depositata presso Giuseppe Limiato, potente amministratore e procuratore dei Leyva a Monza, con l'impegno al versamento nelle casse del monastero al momento della professione monacale della Leyva. È noto che G. Rosini imbastì un romanzaccio, La Signora di Monza (1833), con la pretesa di "seppellire i Promessi Sposi". Decade V, lib. Solo dopo un anno di latitanza dell'Osio, grazie alle pressioni di illustri personaggi, la L. acconsentì a concedergli la "remissione" del delitto. Tale sostanziale cedimento nella tutela degli interessi economici e del prestigio familiare era connesso, da una parte, all'esigenza di chiudere una vertenza che - unita a quella ancora più complessa e delicata tra il Fisco regio e gli eredi di Tommaso Marino, fra i quali la stessa Virginia - rischiava di portare al tracollo le non floride finanze della famiglia e, dall'altra, alla volontà di Martín di riprendere la via del servizio al re Cattolico, quale unico mezzo per sostenere le sorti del lignaggio. Furono arrestate anche le altre suore complici: Suor Candida Colombo e Suor Silvia Casati. 675-753; A. Ratti, Vita della "Signora di Monza" abbozzata per sommi capi dal cardinale Federico Borromeo, in Rendiconti del R. Istituto lombardo di scienze e lettere, s. 2, XLV (1912), pp. Nella lettera del 9 dic. il nome di uno degli Stati Uniti d’America (Virginia), usato per denominare il tabacco proveniente dalle coltivazioni di quella regione, e anche un tipo di sigaro, originariamente fatto con lo stesso tabacco, fornito... Marìa. L'unico elemento certo è la lunga causa intentata dai deputati di S. Valeria al monastero di S. Margherita sul godimento dei redditi della monaca, che la sentenza di condanna aveva stabilito fossero versati a S. Valeria per tutta la durata della detenzione "a titolo di alimenti della prigioniera", per poi spettare a S. Margherita dopo la morte della medesima. Le voci sulla relazione fra Giovanni Paolo e la monaca cominciarono ugualmente a diffondersi, finché, durante il carnevale del 1607, in seguito all'omicidio del fabbro che aveva fatto le chiavi con cui Osio accedeva convento, forse autore di pettegolezzi, e al tentativo di assassinio dello speziale Rainiero Roncino, le autorità disposero l'arresto dell'Osio e il suo imprigionamento nel castello di Pavia. Nella versione definitiva Manzoni preferì invece omettere questa parte, limitandosi a narrarne l'inizio con una frase divenuta proverbiale: quando l'uomo le rivolge la parola, "la sventurata rispose". Accanto a tale somma, il padre si impegnò a pagare 212 lire e mezza all'anno fino alla professione e alla consegna della dote, più altre 300 lire annue per tutta la vita della giovane. In seguito la casa, su istanza del Senato, fu distrutta mentre lui si rifugiò a Venezia. Il Borromeo - di cui è nota la profonda attenzione verso il mondo spirituale e mistico femminile - pensò addirittura di inserire la vicenda della L., monaca peccatrice pentita divenuta esempio di pietà attraverso l'espiazione e l'umiliazione, nella riedizione del volume Philagios sive de amore virtutis, una raccolta di biografie esemplari edita a Milano nel 1623. Marianna de Leyva nasce a Milano nel 1575, in un luogo molto particolare: Palazzo Marino, oggi sede del Comune. Nonostante non fosse mai stata ordinata badessa, Marianna divenne ben presto la figura più eminente del monastero urbano di Santa Margherita, tanto da essere soprannominata “la Signora”. La fuga dell'Osio - che si rifugiò nel medesimo monastero - e l'assassinio dello speziale Roncino, commesso da un suo sgherro ma attribuito al prete Arrigone, che fu arrestato, fecero precipitare la posizione della L.: il 25 nov. 1607 fu prelevata per ordine del cardinale Borromeo, condotta a Milano sotto scorta armata e rinchiusa nel monastero di S. Ulderico, detto del Bocchetto. 871-924. di Massimo Carlo Giannini - Prof. di letteratura italiana nelle università di Messina e di Pisa, il suo nome è particolarmente legato alle ampie monografie sul Foscolo (1910), sul Fogazzaro (1913) e sul Tasso (1920), nelle quali la ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. Basta un clic per un momento di ‘evasione'”. Al battesimo ricevette il nome di Marianna. Costrettavi dal padre Martino, conte di Monza, il 12 settembre 1591 pronunziava i voti religiosi tra le umiliate, assumendo il nome di suor Virginia Maria. Iniziata l’inchiesta il 27 novembre 1607, il 22 dicembre a Milano Suor Virginia fu interrogata. Dopo ‘La storia della Colonna infame‘ e ‘Pianetti e la farina del diavolo‘, è la volta di ‘Murata viva, Marianna De Leyva signora di Monza’. 75-93; T. Dandolo, La signora di Monza e le streghe del Tirolo, processi famosi del secolo decimosettimo, Milano 1855, pp. Nella Milano spagnola di inizio seicento, una giovane donna viene obbligata dalla ricca famiglia a farsi monaca. Sull'episodio manzoniano specialmente: N. Busetto, La genesi e la formazione dei "Promessi Sposi", Bologna 1921, p. 111. Nel 1589, a soli sedici anni, la ragazza prende i voti e diventa suor Virginia, adottando il nome della madre. Marianna divenne responsabile delle educande e in quanto "signora" di Monza esercitava autorità feudale sulla cittadina. Tale avvenimento aprì una fase di umori altalenanti in lei, con crisi di coscienza e tentativi di troncare la relazione che comunque proseguì, al punto che la L., nell'agosto 1604 diede alla luce una bambina, Alma Francesca Margherita, che l'Osio, in un primo tempo, affidò a una coppia di servitori e quindi, nel 1606, riconobbe come propria figlia. 1591 presso il monastero di S. Margherita. Nel timore che il vicario Saracino non fosse in grado di resistere alle pressioni degli ambienti milanesi legati alle famiglie degli accusati, il cardinale Borromeo chiamò a Milano dallo Stato pontificio il giudice spoletino Mamurio Lancillotti, con il compito di portare a termine il processo. Racconteremo la vera storia di Marianna de Leyva, con la sua vita travagliata che ispirerà Alessandro Manzoni per la Monaca di Monza, tra passioni, crimini feroci, condanne e pentimenti. Questo appellativo si cala perfettamente nella realtà storica della monaca in quanto era figlia del conte di Monza e nipote del primo governatore spagnolo di Milano: Marianna riceve dal padre il titolo di contessa di Monza. In base a esso l'eredità di Virginia veniva attribuita per 5 parti alla L. e per 7 ai Pio di Savoia. Tutti i diritti riservati. Marianna denunciò il tentativo di Giovanni Paolo di intrecciare una relazione amorosa con un'educanda, che venne subito allontanata dal convento. 1626 e 20 giugno 1627), più altre due (una senza data e l'altra del 19 dic. Le sue fortune culminarono con la nomina, alla morte di Francesco II Sforza nel novembre 1535, a governatore dello Stato di Milano, con il delicato compito di prenderne possesso in nome di Carlo V. Erede delle sorti del lignaggio, dopo la scomparsa di Antonio, fu il giovanissimo Luis. Frammenti è una rivista edita da una piccola associazione culturale no profit. Dapprima le si affeziona e la protegge ma poi la tradisce ed è complice del suo rapimento da parte dei bravi dell’Innominato. Al ritorno Giovanni Paolo iniziò a corteggiare suor Virginia Maria, con lettere e doni. La bambina è molto ricca anche da parte di madre, che è Virginia Maria Marino, figlia di quel banchiere milanese ricordato per la costruzione di Palazzo Marino. L'anno di svolta nella vita della L. fu il 1597, allorché ebbe il primo incontro con il giovane Giovanni Paolo Osio, di un'agiata ma non nobile famiglia monzese, i cui membri si distinguevano per l'esercizio delle armi e i frequenti atti di violenza. TORNA ALLA HOME PAGE E LEGGI TUTTE LE NOTIZIE . Ne I Promessi Sposi, Alessandro Manzoni riprende la figura della "Monaca di Monza”. La svolta si verifica nel 1588, quando il padre si risposa, allontanandosi così definitivamente da Milano. 97-144; U. Colombo, La Gertrude manzoniana, ibid., pp. L'infanzia. La sera del 28 luglio, Benedetta e Ottavia fecero entrare l'Osio nel monastero e questi uccise la conversa, nascondendone il cadavere per simulare una fuga. Il 25 novembre 1607 il Cardinale Borromeo fece condurre suor Virginia a Milano e la fece rinchiudere nel monastero di S. Ulderico, detto del Bocchetto. Tale avvenimento aprì una fase di umori altalenanti in lei, con crisi di coscienza e tentativi di troncare la relazione, che comunque proseguì. 769-896; A.M. Tonucci, Virginia-Gertrude tra storia e romanzo: fascino e fortuna di un personaggio, ibid., pp. «L.H.O.O.Q.» di Marcel Duchamp: la nobile arte di dissacrare l’arte. Marianna de Leyva y Marino was born in Milan, Italy, on December 4, 1575. Da una trista relazione con Giovanni Paolo Osio, giovane ribaldo già macchiatosi di assassinio, la cui casa era attigua al monastero, nacquero nel 1602 e nel 1603 due figli. Ne è conseguita una singolare distorsione interpretativa a opera di schiere di scrittori e saggisti, per cui i pochi dati storicamente certi dell'esistenza della L. sono stati letti e analizzati quasi esclusivamente alla luce dell'opera manzoniana, come se il personaggio letterario avesse fagocitato quello reale. 402 s.; G. Ripamonti, Historiae patriae. Le indagini della giustizia laica, affidate al senatore Juan de Salamanca e al giudice Giovanni Francesco Torniello, si conclusero nel febbraio 1608, con la sentenza di condanna a morte e di confisca dei beni per l'Osio e i suoi complici. Gli interessi di Martín, gravitanti decisamente sul Regno di Napoli, e il nuovo matrimonio, con la nascita di diversi figli maschi, consigliarono la monacazione della figlia di primo letto. Proprio in quell'anno gli avvenimenti presero una piega drammatica: una conversa del monastero, tale Caterina della Cassina, messa in punizione dalla L., minacciò di denunciare lei e le sue complici al vicario arcivescovile che pochi giorni dopo avrebbe visitato S. Margherita. Scomparso il cardinale, la vita della L. rientrò in un cono d'ombra dal quale uscì solo nel novembre 1646 per redigere, in una lettera a Sebastián de Salazar, arcidiacono di S. Maria della Scala, un breve albero genealogico della famiglia de Leyva. Tutti i diritti riservati. Ben più complessa e delicata si rivelò invece l'inchiesta delle autorità arcivescovili. Marianna nasce il 4 dicembre 1575, primogenita di un nobile spagnolo, il conte di Monza Martino De Leyva, figlio del primo governatore di Milano. Prima di trasferirsi a Bruxelles - dove Filippo risiedeva - Luis stipulò un accordo con i banchieri Affaitati, cedendo loro la riscossione di tutte le proprie rendite in terra lombarda, con l'eccezione di quelle del feudo di Monza, in cambio del versamento di un mensile di 1000 scudi. TORNA ALLA HOME PAGE E LEGGI TUTTE LE NOTIZIE. Dove mancante è da intendersi di proprietà di eccoLecco. 1622. La prima stesura del romanzo (il "Fermo e Lucia") tratta estesamente la vicenda della relazione con Egidio. Scopriamo chi sono. Era stato un te… Vi aspettiamo alle 18.30 in diretta Facebook dalla nostra pagina. L’amore tra i due iniziò tramite uno scambio di lettere durato mesi, fino ad arrivare agli incontri clandestini nella cella della suora e alla nascita di una bambina, Alma Francesca Margherita, cresciuta con il padre. de L. monaca di Monza, a cura di U. Colombo, Milano 1985; G. Farinelli, La monaca di Monza nel tempo, nella vita e nel processo originale rivisto e commentato, Azzate 1999; F. Borromeo, Di una verace penitenza: vita della monaca di Monza, a cura di E. Paccagnini, Milano 2000; A. López de Haro, Nobiliario genealógico de los reyes y títulos de España, II, Madrid 1622, pp. Ma non era sufficiente, ci volevano altre nomine più prestigiose e per ottenerle servivano molti soldi, così a 26 anni sposa la figlia del ricchissimo e potente finanziere Tommaso Marino: il 15 dicembre 1574 Martino de Levya sposa Virginia Marino, mamma di Marianna, ovvero la Monaca di Monza. Due giorni dopo il vicario arcivescovile Girolamo Saracino diede avvio all'inchiesta nel monastero di S. Margherita, mentre Ottavia e Benedetta fuggivano andando incontro, rispettivamente, alla morte e al tentativo di omicidio per mano dell'Osio, desideroso di far scomparire le sue due complici e quindi le più pericolose testimoni. Di tutta la vicenda incomincia fu informato il governatore di Milano Pedro Enriquez Acevedo conte di Fuentes, che nel 1607 fece arrestare e incarcerare a Pavia Paolo Osio. Immagine di copertina: Giuseppe Molteni, La Signora di Monza, 1847 – Musei Civici di Pavia Fonti: Enciclopedia Treccani, Storia di Milano. La vera storia della monaca di Monza by giorgiobaruzzi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License. Per rimanere aggiornato sulle principali notizie di tuo interesse, Il primo circuito di media locali in Italia, Servizi informatici provveduti da Dmedia Group SpA Soc. Proseguendo la navigazione dai il tuo assenso. – È propriam. de L. e il suo tempo, ibid., pp. Ella ammise la relazione con Gian Paolo Osio e l'assassinio della conversa, ma addossò completamente la colpa di tutto all’uomo e cercò di presentarsi come vittima di forze diaboliche avevano esercitato su di lei una forza irreversibile. In una lettera del 26 giugno 1586 il padre parla delle prospettive matrimoniali di Marianna e di una dote di 7000 ducati. La Signora di Monza di Giuseppe Molteni: il volto della ribellione, «Dinamismo di un cane al guinzaglio» di Giacomo Balla: l’arte del movimento, «Giuditta I» di Gustav Klimt: l’erotismo vestito d’oro, “Noi non siamo infinito”:
la rabbia dei Voina Hen, Romulus, dietro le quinte della nuova Serie Sky | NPC Talk. Suor Virginia, che, come risultò dal processo, non aveva avuto nessuna complicità nei delitti dell'Osio, fu condotta nel monastero delle benedettine, detto del Bocchetto, a Milano; trasferita poi in quello delle pentite di S. Valeria, murata viva in una cella, vi rimase fino al 25 settembre 1622, in santa espiazione. Figlia di Martín, conte di Monza, e di Virginia Marino, nacque a Milano tra il dicembre 1575 e l'inizio del 1576. Poi aprì un buco nel muro del monastero, per far credere a una sua fuga. Visse i suoi primi mesi di vita nel palazzo Marino, simbolo del potere economico e politico del nonno materno, Tommaso, importante banchiere genovese, ... virgìnia s. m., invar. All'interno del monastero la L., nonostante l'età assai giovane, ricevette gli incarichi di "sacristana et soprastante alle putte secolari" (Vita e processo di suor V.M. Non sappiamo se Marianna De Leyva fu realmente pentita di quell’amore che le costò 14 anni di reclusione; sappiamo però che la sua forza e il suo spirito di ribellione le hanno permesso di sopravvivere nei secoli, un onore concesso a pochissime donne. È certo che la L. esercitò su delega paterna i poteri signorili sul feudo di Monza, come testimonia un documento autografo del dicembre 1596, in cui essa, in virtù dell'autorità ricevuta dal padre, proibì la pesca in un tratto del fiume Lambro, prossimo al convento francescano di S. Maria in Carobiolo, il cui diritto esclusivo veniva concesso ai frati. Bello, ricco, non privo di una qualche educazione, l'Osio vantava rapporti di amicizia con membri di importanti famiglie lombarde (D'Adda, Borromeo, Taverna e Visconti). La sera stessa uscirono dal convento tramite un buco aperto nel muro e incontrarono l’uomo, che le condusse fuori città. Aperitivo con la storia: appuntamento a domenica 29 marzo con l’associazione culturale Storiae che, in diretta Facebook dalla propria pagina, racconterà la vera storia della Monaca di Monza, figura ripresa da Alessandro Manzoni ne “I promessi sposi”. 1625, 20 dic. Nel pozzo in cui era stata gettata suor Benedetta, fu trovata anche la testa di Caterina e successivamente furono trovati i suoi resti nella casa dell’Osio. Le condizioni in cui suor Virginia visse dopo la condanna per oltre tredici anni erano durissime. Dopo un anno di latitanza, grazie alle pressioni di illustri personaggi, la “signora” acconsentì a concedergli la "remissione" del delitto. Basta un clic per un momento di ‘evasione'”. Lo scrittore milanese, infatti, si è ispirato a una donna realmente esistita, Marianna de Leyva, la cui turbolenta storia ha scandalizzato il Seicento lombardo.
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