ALCESTE - No, l’amore non m’acceca al punto da trovar Celimena senza difetti; per quanto bene le voglia, FILINTO - Temo per voi; e le vostre speranze... ORONTE - (a Alceste) Ho saputo giù che Elianta è uscita per certe compere e Celimena pure. (Il misantropo), Gli uomini, diamine, non sono mai nel giusto; avercela con loro, perciò, è sempre opportuno. Se i furfanti sapessero quanto si guadagna a essere onesti, sarebbero onesti per furfanteria. mio. spinge, di subirne i rigori, di sfogare in lagrime e sospiri il loro disappunto; di cercare, a forza di attenzioni e si informasse che di quello di cui si è in grado di fornirmi la prova. Mi guardi Iddio da trovarmi mai nel caso di appagarle, queste CELIMENA - Tutti! Mostratemi come ad una donna si può rivolgere una simile lettera e mi do Il teatro di Molière e le opere più importanti. ALCESTE - Vuoi parlar chiaro, imbecille? vinto. la felicità. Scrivere è come prostituirsi. FILINTO - Ma si sta a sentire, prima d’arrabbiarsi! ALCESTE - E che c’entra questo con sloggiare? Che potrò più dire? CELIMENA - Ah, finalmente! Molière, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin , è stato un commediografo e atto… Troppi mosconi avete dattorno! tasche? Niente di cui dobbiate vergognarvi? CELIMENA - Sì; ma m’indispone quel suo posare a uomo superiore. DU BOIS - Chi ci capisce è bravo. Molière Il misantropo Edizione Acrobat a cura di Patrizio Sanasi (patsa@tin.it) PERSONAGGI ALCESTE, pretendente di Celimene. ACASTO - M’inganno, ti ripeto. (Il borghese gentiluomo), La grammatica, che sa dettar legge persino ai re. Lascio a chi è di fisi- Ho forse reso qualche servi- ALCESTE - Chi? Presto o tardi, ELIANTA - Singolare carattere! A sentirlo, non frequenta che CLITANDRO - A noi lo dite? DU BOIS - Che dobbiamo sloggiare, dico. to parlare nei termini più lusinghieri. Se la conquista d’un cuore come il mio la lusinga, Da questa delusione, una gelosia che stenta a dissimulare e che, dappertutto dove va, le fa schizzar sotto Vi accontento subito: vedrete se ho detto il vero. (Jean Giono), Odio gli uomini, perché penso di essere migliore di loro, e io so quanto sono malvagio. Che viene a fare? gnificato innocente, a farle passare come rivolte ad una donna. Un giorno io e uno la gente. ALCESTE - Che si rassereni, non dipende che da voi. Non avete, per questo, che da ARSINOE - Grazie, non c’è bisogno. A voi! (Don Giovanni o il Convitato di pietra), Le bestie non sono così bestie come si pensa. (Il medico per forza), Trovo che fare il medico è il miglior mestiere del mondo; perché, sia che si faccia bene sia che si faccia male, si è sempre pagati in modo uguale. una sillaba: ma bastona la servitù e non la paga. Disingannatevi. (Anfitrione), Ci sono dei luoghi dove la piena franchezza diventerebbe ridicola e sarebbe poco permessa. È per quel buffo incidente tra voi e Oronte. Come Così stitica di parole, che tutti i momenti si ricade a tacere. (Georges Dandin), Quando una donna ha qualche fantasia in testa, si vede una tempesta in forma di burrasca. Pazientiamo dunque; lasciamo al tempo di suggellare una così bella amicizia. suo mondo, vi ha conquistata la parrucca bionda che tanto lo distingue? m’inganna, mi tradisce. A ciascuno la sua! l’applaudiste! no. ORONTE, innamorato di Celimena ACASTO - E Adrasto, signora? se posso esser franca, riscosse la disapprovazione generale. Parliamoci a cuore aperto, e cerchiamo... CELIMENA - Che volete? Credo, voglio credere ciecamente a ciò che dite; e vedere sino alla fine se il Qualsiasi cookie che potrebbe non essere particolarmente necessario per il funzionamento del sito web e viene utilizzato specificamente per raccogliere dati personali dell'utente tramite analisi, pubblicità e altri contenuti incorporati sono definiti come cookie non necessari. Al contrario! No, non mi riconosco nessuna delle qualità che ci voglio- Oppure in lei li scusate? Reagii, natu- Tutto ti va a gonfie vele, eh? tempo che Oronte parla, Alceste appare distratto e non sembra capire che è a lui che Oronte si rivolge) È a chiarazione in piena regola: momento che affretto con tutti i miei voti. CELIMENA - È entrata giù una carrozza, avete sentito? “Disdirmi?”, ripeteva. Macché! Non sarà la vostra gelosia che... ALCESTE - Come! ALCESTE - Temevate, eh? CELIMENA - Ma... re consisterebbe anzi nel trovarle più mende possibile. di onore, quel vostro squittire e torcere il viso alla malizia che scorgete nella frase più innocente, l’alta stima ALCESTE - Ma via, signore, il tempo non c’entra. Sembra che la sorte voglia impedirmi di stare con voi: ma consentite al mio Vedremo se vorrete che sia io ad andare. a spezzare una lancia per la tesi opposta; a mostrarsi d’accordo, si sentirebbe diminuito. CLITANDRO - Ma del giovane Cleone che ne dite? mascherare ciò che pensa di vuoti complimenti. ALCESTE - E per far che? ORONTE - A maggior ragione! CLITANDRO - Sicché, marchese mio, tu credi, qui, di far breccia? ACASTO - M’abbaglio, dici bene. Felice, Brutti, li trovo; e non mi disdico certo! di cortesie, di profferte, di proteste d’amicizia; e quando poi vi chiedo chi è, a malapena sapete dirmi come si sceglie, si distingue dagli altri; altrimenti, che significa stimare? ALCESTE - Non questo; basterebbe foste meno pronta a prestare un orecchio compiaciuto alla corte che vi La gelosia vi fa perdere la testa. te? s’impicciasse? È bruttina, trascurata? CELIMENA - Che mai può volere da me? CELIMENA - Ci vogliamo sedere? ALCESTE - A me, signore? Ma ho anche molti difetti. bel sesso mi adora; il Re mi tiene in considerazione. Vi giurassi il contrario, non sarei poi in grado di mantenere. ALCESTE - Niente affatto! Tacere, m’era più facile. È un sesso creato per farci dannare. quella causa, signora. Come me, signo- Prima di legarci, dobbiamo conoscerci meglio: i nostri caratteri potrebbero CELIMENA - Ah, era dunque per farmi una scenata, che mi avete riaccompagnato! oggi; l’andazzo. ALCESTE - Calma! vate poi nelle persone a voi care? appartengo a una famiglia che a ragione può dirsi nobile; per la posizione che occupo in società, sono poche Sperar sempre, crudele, imparate ALCESTE, innamorato di Celimena L’avessi, Dio scampi, (La scuola delle mogli), L’amore rende agile l’anima più pesante. Va bene co- Sola con la sua virtù, cui nes- (Don Giovanni o il Convitato di pietra), Uno stolto che non dice verbo non si distingue da un savio che tace. ALCESTE - Ah, è la fine di tutto! ALCESTE - Signore... ALCESTE - (sottovoce a Filinto) Cosa? la disprezzo, di spezzare una buona volta questa catena! sto biglietto! co disgraziato, alle nature volgari, di consumarsi d’inutile desiderio, di languire ai piedi d’una bella che li re- (La principessa d’Elide), L’amicizia esige però un poco più di mistero, e vuol dire certo profanarne il nome, lo spenderlo ad ogni piè sospinto (Gli amanti magnifici). ORONTE - Sonetto... È un sonetto. conto. parola signore non esiste nel suo vocabolario. (Arthur Schopenhauer), Suona il telefono. ALCESTE - Lasciatemi. lo riconosco... Celimena ha l’arte di piacermi. DU BOIS - Non c’è nessuno? Questi cookie verranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. In piccola anfora sta il buon vino. (Guido Ceronetti), Il misantropo è colui che rimprovera agli uomini di essere ciò che egli è. per infierire contro di me! Visto che nel giusto mezzo non si sa star mai; e, di qualunque cosa si parli, si eccede un desiderio del genere, ed io smuoverei le montagne perché il vostro voto venisse colmato. sì, per mia buona ventura, la penso, non vale mai meno. ALCESTE - Non m’importa. ARSINOE, amica di Celimena ALCESTE - Spiritoso! E mi amate! [Un silence, voilà qui est suffisant pour expliquer un coeur.] CELIMENA - Buono anche quello! Questo sito utilizza i cookies per garantirti un'esperienza di navigazione personalizzata. Dopodi- quando il discorso cadde su di voi; e, purtroppo, mi sanguina il cuore a dirvelo, il vostro brillante tenor di vi- Di’ che t’ha detto di dirmi, assassino! ALCESTE - A voi, va! Non s’era mai visto un amore così rampognoso. FILINTO - Eh via! mondo; e che, controllando un po’ più la vostra naturale esuberanza, potreste, volendo, dar meno esca alle L’amicizia la gradisco se nasce da una scelta; voglio, insomma, che mi si di- Così, atteggiandosi ad austera, ma- Ha il cuore allegro. rabilità? FILINTO - Ve’ con che grazia è detto! di mettere nel mio questa spina. CELIMENA - Niente, niente! Del veleno che ho bevuto, infelice, dai vostri occhi ingannatori, approfittate per Tanto che, per non restare in debito con voi, voglio anch’io avvertirvi di cosa che tocca parimenti il Ma quale, o Fili, deh, qual giovamento (Charles de Gaulle), No, è un’avversione generale, e gli uomini li odio tutti. si ama. Tutti gli altri vizi degli uomini sono esposti alla censura, e chiunque ha la libertà di attaccarli apertamente, ma l’ipocrisia è un vizio privilegiato, che con la mano chiude la bocca a tutti, e gode in pace di una sovrana impunità. [Si n’être point cocu vous semble un si grand bien, ... (Il misantropo) È invero una pazzia non seconda a nessuna avere la pretesa di correggere il mondo. È pallida di carnagione? il gusto, pel quale è nato, di dir sempre il contrario? Ci troverebbe meno gusto a farsi beffe del prossimo, se voialtri non Andiamo, venite; vi accompagno. In lei non ne avverto nessuno. Vogliate dispensarmene. FILINTO - Se io... Io amo l’umanità… È la gente che non sopporto! ta non lo sentii propriamente lodare. [Et c’est une folie à nulle autre seconde Que vouloir se mêler de corriger le monde.] Non vi basta la lusinghiera certezza d’essere il prescelto, a profanarla, tirarla in ballo ad ogni occasione. (Il dispetto amoroso), Un silenzio, ecco che cosa è sufficiente per spiegare un cuore. Animo, dunque: seguitate, seguitate a bersagliar- mi sarà di sollievo buttar! FILINTO - Ma c’è modo, di dirlo! (Jorge Luis Borges), L’inferno sono gli altri. CELIMENA - Ebbene, che salga. DU BOIS - Andarsene e ciao. ALCESTE - Ma il motivo? ALCESTE - Ah, incantatrice! Corte... Il Re, è noto, mi tiene in qualche conto: mi dà ascolto e tratta con me, non mi vanto, poco meno che dro) Come! La corte che lui mi fa, è uno smacco per le sue grazie. ALCESTE - Eh! Ma non rinvengo dalla sorpresa: non m’attendevo un tanto onore! (Il misantropo), L’amore vero è quello che non perdona nulla. Mi guarderei bene dal volerla guarire. tile. un tremendo sforzo vincere il ritegno proprio del nostro sesso. della stima e dell’amicizia, degli sperticati elogi d’uno, pronto a ripetere la stessa commedia col primo che ALCESTE - (sottovoce) Ah, signora! (La scuola delle mogli), In amore solo i paurosi perdono. ALCESTE - Non sono meno di voi impaziente di saperlo. Non mi tener sulle spine! ALCESTE - Sia: voglio vedere come va a finire. gnor Oronte è un perfetto gentiluomo; dispostissimo a lodarlo, se credono, pel modo che sta a cavallo, per la ALCESTE - Nessuna scenata. ne che alimenta la sua maldicenza! M’avrei, anzi, a male se, alla mia preghiera di CLITANDRO - Rispondi a tono, ti prego! FILINTO - Sicché un delitto avrei commesso, ai vostri occhi? Non bisogna mai fuggire un misantropo. plaudire ogni mia stravaganza. FILINTO - Non scambierete un’ombra per realtà? ORONTE - La stima che ho per voi non può sorprendervi: chi non vi ammira al mondo? alla pari. essere così diversi, da averci in seguito a pentire. ALCESTE - Certamente. Ancora ieri, vi dirò anzi, in ben due salotti tra i più seri, di voi ho udi- Una persona si stima in quanto si “Trovar buono quel sonetto? La sera, con la luna piena, mi trasformo nell’uomo cupo il Cielo! ALCESTE - Li avverto ben io; e, lungi da tacerglieli, quante volte, la signora può dirlo, glieli ho rimprovera- ACASTO - Brava! ne che le voglio, di trovare il suo sonetto meno sciagurato”. stingua; e, per parlar chiaro, d’un amico che è amico di tutto il mondo non sento alcun bisogno. Chi stima tutti, non stima nessuno. FILINTO - Ma ditemi, che stranezza... Esitate? (EM Cioran), La differenza tra il misantropo e il misogino è che il primo non ama gli uomini, e il secondo conosce le donne. preso da essa la donna di cui si pascono i vostri occhi? Che farsi e come ha ragione Aristotele quando dice che una donna è peggio d’un diavolo! CELIMENA - Curioso modo di voler bene! quale si fa un dovere, qualcosa di nobile e di eroico. Hai un bel ricorre- FILINTO - Ma dal momento che siete voi il primo a condannarli questi difetti, perché delle persone che ne ARSINOE - Servigi allo Stato! (Nicolas de Chamfort), Il misantropo non odia gli altri quanto sé stesso. fanno. Io glielo avrei soffiato, a sen- ORONTE - Il torto è mio, lo riconosco; e me ne vado. ALCESTE - Voi mi dimostrate, signora, un interessamento ben immeritato. Non posso tacervelo: oh come vorrei, il vostro amore, vederlo meglio collocato! ardore non s’esprime che in termini offensivi. Signora, vi Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sui misantropi e gli asociali. Frasi, citazioni e aforismi sui misantropi e gli asociali. ACASTO - Non ricevo che repulse. Tradito, assassinato! FILINTO - Ecco, vedete? (Giacomo Leopardi). FILINTO - Sbagliate. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e comprendere come si utilizza questo sito web. ACASTO - E perché, diavolo, non dovrei esserlo? Lasciate dunque che, a suggello di quanto dico, di gran cuore, passa? Chi non si loda oggi, signora! malelingue. E da persone autorevolissime! È una bruna adorabile. no del lavoro. BASCO - La intrattiene da basso la signorina Elianta. Che tono di sufficienza! In voi non trovarono che da biasimare; la gravità del portamento, il continuo parlare di rettitudine e (Il misantropo), La solitudine spaventa un’anima di vent’anni. ad ogni occasione impartite, le aspre condanne che pronunciate a torto e a sproposito; tutto questo, signora, gna abbassarsi. CLITANDRO - Ti vedo un viso da cuorcontento che consola, marchese mio! mi. DU BOIS - È un amico vostro... Basta! Il fatto che, col suo carattere, abbia tutti come lui! spesso a trovarvi. ALCESTE - Non so chi mi tenga... (Aleksandr Puškin), Sono poche le persone che io amo per davvero e ancora meno quelle delle quali io penso bene. lui che si avvantaggia in statura. LA GUARDIA - Sono latore d’un ordine del maresciallo: dovete presentarvi subito, signore. CLITANDRO - Si dice che Priscilla Belisa e lui... se la intendano. Se occorresse, ad esempio, fare il vostro nome a (berardmarianna, Twitter), La misantropia nasce quando si è riposta eccessiva fiducia in qualcuno, senza conoscerlo bene, ritenendolo amico leale, sincero, fedele, mentre poi, a poco a poco, si scopre che è malvagio e infido, un essere del tutto diverso. CELIMENA - La certezza d’essere amato. cava di diritto; e lì ad imprecare. Mi chiedano qualunque altra cosa. È una pretesa alla quale non mi assoggetto. Video. Ma un carattere che, confesso, ammiro molto. ACASTO - Io? sgombrarvi il cuore d’ogni sospetto? ALCESTE - Ed io voglio arrabbiarmi e non star a sentire! e, pur avendo anche voi critiche da muovere, non tollerate né che si biasimi né che si lodi. non c’è dunque niente che possa offendermi? CELIMENA - Ah, nemmeno una dichiarazione come questa vi basta? ELIANTA - Che c’è dunque? Come osate? FILINTO - Sì, ma mostrarvi un po’ più conciliante. Quale prova ne ho? Ah, questo no! Presumo che non vorrete respingere la calda offerta d’un uomo come me. Se vede che un’altra ha dei corteggiatori, schiatta d’invidia. ti! vostre esigenze! ALCESTE - Un accomodamento all’amichevole? gli elogi, se ne fa uno spreco tale, che persino il mio cameriere vien messo sulle gazzette! Sforziamoci di vivere con decenza e lasciamo che gli sciocchi dicano quello che vogliono. nostri continui bisticci. per poi sì solo lasciarmi, sì mogio?” FILINTO - Be’, ma, insomma, che avrei dovuto fare secondo voi? ALCESTE - È una disdetta! pisce. Non ve lo permetto questo tono di comando! Chiudo con te per sempre, sesso infido, Alla Corte, a sentirlo, il Si vuoi met- ALCESTE - Quali novità? Ma il buon misantropo non fa distinzione di sesso: l’uomo, nelle due versioni proposte dal Creatore, non gli piace. CLITANDRO - Non saprei. Se non è tradire la propria anima! (Il misantropo), Non fa per me chi ama tutto il genere umano. Ma lei im- ALCESTE - Per forza! tivo, ditemi, dovrei abbassarmi a simulare per voi una inclinazione che non sentissi? Immaginate se si mettesse ad avvicinarsi. tare vostro amico. Ma, in amore, non è la ragione che decide. CELIMENA - Insomma, ama davvero, secondo voi, chi gentilezze all’amata non ne usa mai; il perfetto amo- Aveva, si vede, qualcosa d’urgente da comunicarvi; perché, sapendo con che fedeltà la ser- Se non essere cornuti vi sembra un gran bene, l’unico modo è non sposarsi affatto. O perché ve lo tacerei, Ed è proprio questa ipocrisia, così di moda oggi, che più di tutto detesto. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. (Il misantropo), La bile mi si irrita davanti a ogni cosa: sprofondo nella collera, nell’umore più nero, vedendo come gli uomini agiscono a vicenda; ovunque non incontro che vile servilismo, iniquità, interesse, tradimento, furbizia; mi divora la rabbia, non mi tengo, e ho il piano di mandare all’inferno l’intera l’umanità. T’informi che ora s’è fatta, sbadigli da smascellarti: sarlo! CELIMENA - Sì, sì: la bella ipocrita! Quando mi viene a trovare è un supplizio: c’è mangio allora quello che ho detto; e niente vi potrà più ingannare, tranne voi stesso: siatene contento. ché meglio fatto a non esserlo avreste! CELIMENA - Davvero non meritate l’amore che vi si vuole! nulla per me? ALCESTE - Se cercavate chi vi incensasse, avete sbagliato indirizzo. e il nostro, a tratti, assopisce, tormento. CELIMENA - Be’, cambiamo discorso. FILINTO - È un fatto comunque, non lo negherete, che, qualunque cosa si dica, saltate su a dire il contrario; (Anfitrione), Tutte le sciagure umane, tutte le catastrofi di cui è piena la storia, gli errori dei politici, gli sbagli dei grandi condottieri, tutto ciò è accaduto perché non si sa danzare. La corte di Oronte la quale mi sento obbligatissimo. Devo aver dei peccati da scontare, per amarvi a questo punto. commettere agli occhi di tutti una così flagrante ingiustizia. ALCESTE - Troppo onore volete farmi, signore. ALCESTE - (sottovoce) Chiusa vi fosse la bocca, mentitore! CELIMENA - No, voi non sapete veramente amare! È un avvertimento, il vostro, pel I nastri che sfoggia? Non esce libro che lui non lo critichi; a lodarlo, avrebbe paura di non apparire abbastanza intel- sua abilità di spadaccino, di ballerino: per tutto ciò che vogliono. bene che di voi ho detto a lui, Alceste lo sa. Alla stessa stregua, giudica la conversazione: ciance di comari cui non de- Andate, andate; che di simili sospetti avrei diritto d’offendermi a morte. ALCESTE - Per me, un uomo ha da essere schietto. Un amore che arriva ad augurarvi del male! Mi rendete un tale mio cuore; per aver io, quel giorno, la gioia e la gloria di vedervi dotata d’ogni fortuna dalle mani dell’amor ORONTE - Aggiungo che non ho impiegato più d’un quarto d’ora, a farlo. Un vero paradiso del perfetto misantropo. Come vi siete mostrata amica, mettendomi a parte delle chiacchiere della gente, voglio ACASTO - Mi lusingo, l’hai detto. ALCESTE - Che domande! [Un sot qui ne dit mot ne se distingue pas d’un savant qui se tait.] (Lo stordito), Gli uomini sono tutti uguali a parole, e soltanto le azioni li rivelano differenti. ALCESTE - Io, signorina? Sotto i miei occhi, lo stringete, quello lì, fra le braccia, lo colmate Ci [L’écriture ressemble à la prostitution. (Acasto e Clitandro escono ridendo) O, come tutti quelli del BASCO, domestico di Celimena Grazie ed attrattive, oh quante! giorni, finisce che m’impicco. Qual buon vento? Basta sentire che se ORONTE - “Se è destin che un’attesa infinita Che il merito è del suo cuoco. Credete che lei vi voglia bene? Questo sì, si chiama parlare, corpo di Bacco! ALCESTE - Dovesse costarmi caro, sarebbe così marchiana, che ci terrei a perderla, la causa! Voi non vedete che Celimena; la quale, con la lingua che ha e civetta com’è, dei costumi del tempo Credete pure tutto ciò che vi pare, a me poco Che mai vi può turbare così? Zitto, a braccia conserte, sta a sentire dall’alto della sua superiorità con uno sguardo di com- Dei doni che il Cielo vi ha fatto, vorrei non ne aveste nes- DU BOIS - Signore, dobbiamo far San Martino. CELIMENA - Qui ancora? che è difficile scusare per quanto desiderio se n’abbia; e mi vidi costretta a concedere che, sì, un po’ di torto Ma vi accordo che possa essere diretto a un altro: sarebbe più Ma più ancora è la scelta che avete fatto, che mi stu- Quante n’hai, di Gli è che i rico- CLITANDRO - E io, purché rientri al tramonto, non ho impegni speciali. Gli voltate le ORONTE - (leggendo) “La speranza, è ben vero, conforta Basta che quel che pensa lo darvi anch’io, a mia volta, una non minore prova di amicizia, mettendovi a parte di ciò che si dice sul vostro DU BOIS - (dopo lunga ricerca) Gli è, signore, che devo averlo scordato sul tavolo, si vede. Faccio tutto quello che posso, non lo nascondo, per vincere questo terribile attaccamento; ma è inu- sciocca, ben buona a conservarvi ancora la mia stima ed il posto che avete nel mio cuore.
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